MORIRE TRANQUILLO

Ho resistito a lungo per cercare di evitare di scrivere un post sul caso Contrada. Un pò perchè tutti ne parlano e un pò perchè si tratta pur sempre di una persona anziana con problemi di salute che, a quanto pare, sono abbastanza gravi.

Si parla di lui come di un “presunto innocente” chiuso ingiustamente in carcere che, tra l’altro, soffre di salute. Questo caso mi ricorda quello dell’ex Ministro della Sanità (allora si chiamava così) De Lorenzo che apparve in TV (dal carcere) con barba incolta, sguardo spento e fisicamente smagrito per le dure condizioni carcerarie e che, una volta fuori, era tornato subito in piena salute, si era fatto la barba ed era, in pochi giorni, anche ingrassato.

I familiari e gli avvocati di Contrada parlavano, alcuni giorni fa, di grave malattia e di forte malessere dell’ex funzionario del SISDE; alcuni giorni dopo si lamentano, invece, perchè non conoscono le precise condizioni di salute del carcerato. Il fratello di Contrada, spessissimo in tv per ora, intervistato ha detto testuale “si chiede solo che una persona che ha servito lo Stato abbia il diritto di morire tranquillo…. ed in casa propria”. Affinche tutto non diventi opinabile vorrei ricordare semplicemente che Bruno Contrada è stato condannato in via definitiva da tutti i tre gradi di giudizio, ragion per cui non esiste più la presunzione d’innocenza.

Fatto salvo questo concetto che, il più delle volte, viene “dimenticato”, mi sembra una richiesta, quella dei familiari di Contrada, non accontentabile.

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti gli Altri sono morti “tranquilli ed in casa propria” ?. Contrada è stato condannato a 10 anni di reclusione per associazione mafiosa. Il capo dei Servizi Segreti italiani, un importante pezzo dello Stato, che fiancheggia la più mafia.

Se il Dott.Contrada sta veramente male, vi sono le strutture sanitarie carcerarie previste per tutti i detenuti. Se passasse la sua richiesta, ogni persona sofferente di salute in carcere potrebbe reclamare il diritto (quale diritto ?) di morire a casa tranquillo.

Ora parla lo stesso condannato che dice, in un’intervista al giornale, “In questa nuova struttura sanitaria con la scusa dei controlli medici mi hanno sepolto vivo: stanno equiparando la mia posizione a quella di un capomafia in regime di 41bis” poi continua “Qui rischio di morire, non ho diritto all’ora d’aria, non posso leggere i giornali, fare una partita a carte. Stanno equiparando la mia posizione a quella di un capomafia in regime di 41 bis”. Quindi ribadisce di non aver mai richiesto un atto di clemenza. “Non ho chiesto la grazia e mai la chiederò al capo dello Stato. Voglio una sistemazione umana, che tenga conto del mio grado di generale della Polizia di Stato e del mio grave stato di salute: rivoglio l’onore che mi è stato tolto, chiedo la revisione del processo perché occorre far luce su una delle più vergognose vicende giudiziarie di questo secolo”.

Un imputato condannato descrive la sua vicenda personale sempre e comunque come ingiusta e vergognosa, perchè lo riguarda direttamente. L’onore non è “restituibile”, la Giustizia italiana ha emesso le sue sentenze e, quindi, si può dire, senza alcun rischio di querele, che Bruno Contrada è stato un mafioso, con l’aggravante di aver agito pur essendo un alto Dirigente della Polizia dello Stato.

Posso solo fargli agli auguri per un buon 2008 con, prima di tutto, la salute che è la cosa più importante e che servirebbe a tenerlo dov’è giusto che stia, in galera.

BUON ANNO SICILIA

PER UN 2008 SENZA MAFIA

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