Il sogno americano

Ogni volta che inizio un nuovo post, ultimamente, ho la sensazione di scriverne….. uno degli ultimi. Mi spiego meglio, sto benissimo sia di umore sia di salute quindi, finchè c’è internet, io continuerò a rompervi le palle ma, seguendo gli avvenimenti internazionali di questi giorni ed il susseguirsi di sopraffazioni varie nei confronti del cosidetto “medioriente”, l’impressione che il nostro meraviglioso mondo sia vicino alla fine è molto forte.
L’assassinio della leader dell’opposizione pakistana Bhutto è un fatto internazionale molto grave e di difficilissima lettura. E’ nota l’amicizia tra il governo degli Stati Uniti ed il presidente pakistano Musharaff. Quest’ultimo, in occasione dell’invasione americana del vicino Afghanistan, concesse l’utilizzo delle proprie basi agli americani, tirandosi contro molti nemici in ambito nazionale ed internazionale.
La Bhutto è noto che portasse avanti battaglie ed idee volte all’apertura ed alla democratizzazione del Pakistan attirandosi, per questo, numerose simpatie americane. Gli stati uniti, in questo omicidio, non dovrebbero centrare nulla ma si tratterebbe di un attentato “interno”, un attentato “di stato” per eliminare fisicamente un pericolosissimo avversario politico.
Ecco le vere dittature: Musharaff è un dittatore militare che abbassa la testa al potente “nemico” americano rendendolo, di fatto, alleato.
In Pakistan, in queste ore, moltissime fasce della popolazione sono in forte subbuglio; i militari stanno rispondendo ai manifestanti sparando ad altezza uomo e la guerra civile è, di fatto, iniziata. Il Pakistan è “legalmente” munito di bomba atomica. E’ un paese amico degli americani e, di conseguenza, affidabile quindi gli Stati Uniti (la polizia del nostro mondo !!) hanno permesso che Musharaff se ne dotasse tranquillamente. Ora, però, senza che gli americani potessero prevederlo, l’assassinio di Benazir Bhutto ha distrutto ogni equilibrio ed un’eventuale guerra civile in Pakistan rimetterebbe in discussione anche “alleanze” ed equilibri internazionali. Il medio oriente ormai è invaso di occidentali: ci sono soldati americani ed europei in Afghanistan, Libano ed Iraq e se Pakistan e Siria…….. non voglio nemmeno continuare.
Complimenti a chi ha esaltato il “sogno americano”.
In nome del petrolio non esiste più il valore della vita.

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