E’ NORMALE

E’ normale, direi normalissimo: sto parlando dell’esultanza di tutti gli anti-juventini d’italia dopo la sconfitta della Juventus di ieri sera negli ottavi di finale di Champions. Ci sta perchè, almeno per quanto mi riguarda, gli sfottò calcistici (fatti e ricevuti) sono sempre stati il pepe e la parte divertente del calcio che poi, nel suo essere, è sempre meno uno sport e sta diventando ogni giorno di più un business.

Diciamo subito che quando alcuni mesi fa il “capitano dei prescritti” ha tirato fuori dall’urna il nome del Bayern Monaco, si è subito capito che passare il turno sarebbe stata un’impresa. Poi col passare dei mesi, parallelamente alla crescita della Juve, le speranze sono aumentate ma, diciamoci la verità, il discorso qualificazione era bello che chiuso dopo la prima mezz’ora della partita di andata. Nella seconda parte della gara però i bianconeri avevano riequilibrato un po’ le cose, anche se il 2 a 2  in casa è un pessimo risultato.

La vigilia della gara di ritorno è iniziata con la conferma di tre assenze molto importanti, tre titolarissimi: Chiellini, Marchisio e Dybala ma, nonostante ciò, la Juve è andata in campo con grandissima personalità ed ha letteralmente annichilito il Bayern per tutto il primo tempo. La prima frazione si è chiusa con due gol di vantaggio ma se i giocatori della Juve fossero stati più precisi e, sopratutto, se l’arbitro non avesse annullato un gol regolarissimo di Morata, il passivo per gli uomini di Guardiola sarebbe stato maggiore. A proposito di Guardiola, tecnico che stimo ed apprezzo, ieri sera ha avuto una caduta di stile terrificante che mi ha ricordato come il suo “maestro” in panchina sia stato il mitico Carletto Mazzone. Ieri Guardiola, a fine gara, ha detto una “mazzonata” provando a fare la “lezione” del come ci si comporta ma risultando ai più un presuntuoso che avrebbe solo dovuto ammettere che la Juventus meritava il passaggio del turno, quella sì sarebbe stata una “lezione”.

Nel secondo tempo il calo fisico, dopo un primo tempo giocano a mille all’ora, era ovvio e scontato ma la Juventus era riuscita a tenere il campo splendidamente. Poi, qui entra in gioco anche il fattore-sfiga, arriva l’1 a 2 ed a tempo praticamente scaduto anche il pareggio. Personalmente ho capito in quel momento che non saremmo arrivati ai rigori e che avremmo preso altri gol ai supplementari anche perchè, nel frattempo, Allegri aveva iniziato a sbagliare: passando dal 4-5-1 di partenza al 5-4-1 (abbassando troppo il baricentro) e spostando Evra centrale (???). Poi ha effettuato tre sostituzioni assolutamente insensate: Sturaro per Khedira (e non per l’inguardabile Hernanes), Pereira (che non gioca da tre mesi) per Cuadrado (tra i migliori in campo) e, dulcis in fundo, Mandzukic al posto di Morata quando anche un bambino avrebbe capito che era nettamente più utile (e più in forma) Simone Zaza. Detto questo, tanto di cappello a mister Allegri che, è indiscutibile, ha dato un’impronta europea alla squadra che prima, con Conte, non si vedeva.

E’ normale che un tifoso che tifa, da 30 o 40 anni, per una squadra che in così tanto tempo ha visto solo uno o due momenti di “luce” abbia un sussulto nel veder perdere la Juventus; è normale che un tifoso che da cinque lunghi anni non fa altro che subire sconfitte ed umiliazioni sportive, vedendo, contestualmente, esultare e festeggiare sempre e solo la Juventus, veda crescere in se un rodimento sempre più forte. Ma è normale anche che, da domenica, lo stesso tifoso torni nel suo silenzio e nella sua tristezza storica in attesa, chissà, della prossima sconfitta del più forte.

Beh, se tifi Atalanta, Pisa, Foggia o Milan questo discorso può anche avere un senso, ma se sei un sostenitore della grande Inter (?) e sai che molto difficilmente riuscirai, la prossima stagione, a giocare la massima competizione europea, è normale che la frustrazione salga pensando che invece, il prossimo anno, in Champions, la Juventus ci sarà. Come ha detto il mister, però, non c’è il tempo per piangersi addosso perchè la Juve è ancora in corsa su due obiettivi importantissimi: il campionato, dove guida la classifica dopo una fantastica rincorsa, e la coppa Italia dove incontrerà la squadra che ha eliminato l’Alessandria. Bisogna rimanere concentrati e centrare questi due obiettivi, ma è normale che ci siano gli sfottò e quindi, stavolta, sono io a dedicarmi questo brano che mi pare perfetto per l’esito finale della partita di ieri sera.

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