CALCI AL CALCIO

Circa un mese fa avevo scritto un post sulle storie che si ripetono e da cui prendere insegnamento ma, nel bene e nel male, stavolta la storia non ha trovato riscontro. Nel bene per quel che riguarda la parte relativa alla politica cittadina ed al Segretario Generale del Comune nisseno, nel male per la parte finale, dedicata al nuovo allenatore della Juventus. L’ingaggio di Maurizio Sarri va in controtendenza con quella che è la storia degli allenatori della Juve e, come ho più volte scritto, il personaggio non mi è gradito, ma non perchè “sia comunista, bestemmi e fumi” (anzi, queste caratteristiche me lo renderanno più simpatico), ma per le varie polemiche fatte contro la Juventus solo per non ammettere che il suo Napoli era nettamente inferiore alla Juve di Allegri, ora chi querelerà?

Poi però arrivano i napolisti e, coi loro comportamenti folcloristici (targhe rimosse, cantanti in rivolta, pianti pubblici…) contribuiscono in maniera determinare a far diventare gradito ciò che prima era sgradito. Io amo il popolo napoletano, l’ho detto tante volte: per la sua arte, la sua inarrivabile simpatia, la sua storia, il suo meraviglioso dialetto e potrei continuare, ma quello che fanno loro in ambito calcistico non lo si vede fare a nessuno e spesso passano dal “comico” al “ridicolo” senza nemmeno accorgersene.

Altro fatto della settimana che ti fa venire voglia di prendere a calci il calcio, è la conferenza stampa di Totti che ha annunciato le sue dimissioni da dirigente della Roma. Essere stato un grande giocatore non significa, per forza, che si è destinati a diventare anche un grande dirigente o un grande allenatore. Totti, che inspiegabilmente sostiene che avrebbe voluto continure a giocare, ha smesso la sua attività a 41 anni con una bella pancetta e giocando ormai praticamente da fermo. La società gli ha offerto un posto di prestigio come dirigente nonostante Francesco abbia dei serissimi problemi con la lingua italiana quando, da dirigente di calcio ad alti livelli, dovresti conoscere almeno due o tre di lingue. Nella conferenza stampa ha espresso concetti spesso poco comprensibili e, quando si è capito cosa volesse dire, ha dichiarato, con un’arroganza difficilmente raggiungibile, che se lui fosse il Presidente del club giallorosso metterebbe tutto in mano a… lui (e De Rossi). Pensavo fosse una battuta, invece parlava seriamente, molto seriamente. Dunque ricapitolando: sei stato un grande giocatore in campo, non sei stato mai un esempio di correttezza e sportività (sputi agli avversari, fallacci da raptus, atteggiamenti antisportivi), inizi una nuova carriera dove hai tutto da imparare e, dopo appena due stagioni, lasci “l’amore della tua vita” perchè non sei al centro di tutto? Un ragionamento che più che dimostrare amore per la Roma, ha dimostrato solo amore per se stesso.

Due righe le volevo scrivere anche su Michel Platini. L’ex grande campione bianconero e della nazionale francese Campione d’Europa è stato fermato, ieri, dalla polizia per essere interrogato su una vicenda di corruzione per l’assegnazione dei mondiali di calcio 2022, essendo stato lo stesso Platini un alto dirigente U.E.F.A. Al di la che il garantismo sbandierato da molti dovrebbe valere anche nel calcio e non solo nei tribunali ordinari, mi ha fatto sorridere la ventata di insulti al francese arrivati principalmente da tifosi interisti e “napolisti”. Da chi, rispettivamente, ha bandiere prescritte o che hanno patteggiato la pena per il reato di passaporti falsi, oppure da chi ha simboli che si ricordano più per le cronache giudiziarie, per i problemi psicologici e per aver seminato figli in mezza Napoli, che per altro. Ma un po’ di dignità mai?

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