VIVERE IN CAMPAGNA

La parola “campagna” mi stimola pensieri piacevoli: alberi, fiori, animali, relax, silenzio, mangiare sano e tante altri piaceri che in città si sono persi da tanto tempo. La stessa parola associata ad “elettorale” mi restituisce invece un senso di nausea che ormai, purtroppo, è comune a molti miei connazionali. In Italia siamo perennemente in campagna elettorale visto che si susseguono, quasi ininterrottamente, elezioni locali, regionali, politiche e referendum, ma anche perchè fare campagna elettorale è diventato un metodo costante nel tempo per raccattare voti a destra e sinistra, anche quando elezioni non ce ne sono. Da qui al 4 Marzo ne sentiremo di tutti i colori, anche se già (e siamo ancora nel mese di Gennaio!), si fanno strada i proclami più scanzonati ed assurdi che, in vista del voto, fanno venire solo una voglia: quella di andare a vivere in campagna con animali e orticello.

In pochissime settimane di campagna elettorale abbiamo già sentito o letto dell’abolizione del canone Rai (Renzi), dell’abolizione della legge Fornero (Salvini), di mille euro a tutti i pensionati (Berlusconi), di soldi a valanga per i senza lavoro (Di Maio), dell’abolizione delle tasse universitarie (Grasso), dell’abrogazione di ben 400 leggi (Di Maio in stile Calderoli), dell’abolizione dei vaccini (ancora Salvini), dell’abolizione del “jobs act” e, perchè no, anche dell’abolizione del bollo auto (Berlusconi bis)… to be continued?

Considerando che ancora ci sono quasi due mesi di tempo prima delle elezioni, non oso immaginare cosa verrà abolito ancora e se si comprenderà, almeno entro il 3 Marzo, la posizione dei “grillini” sull’euro (???). Renzi sostiene di voler abolire il canone Rai dopo avercelo ficcato nella bolletta della luce, Salvini dice di voler abolire la legge Fornero dopo che la sua Lega al governo (ora non più “nord”) ha aperto la strada alla creazione di nuovi poveri ed esodati oltre a dichiararsi, inspiegabilmente, contro i vaccini. Berlusconi sostiene le stesse puttanate del 1994 sostituendo solamente la parola “grillini” a quella utilizzata allora: “comunisti”. Poi c’è Di Maio ed il partito di Grillo che conta di dare soldi a tutti i bisognosi, incurante del conti pubblici, cambia idea ogni giorno sull’euro e parla di abolire leggi come se si trattasse di abbattere birilli. Grasso esordisce a mio avviso male con la cazzata sulle tasse universitarie e così via. Via verso dove? Verso la campagna, perchè è lì che finiremo tutti quando non potremo più sopravvivere all’assurdo che ci circonda.

Per chiudere, com’è giusto che sia, devo fare un piccolo appunto a me stesso: il 30 Maggio dell’anno scorso avevo scritto questo post, dal titolo IL GIOCHINO, dove ipotizzavo una candidatura “tattica” di un attivista “grillino”. I fatti hanno dimostrato che mi sbagliavo in quanto Grillo ha deciso di aprire anche agli “esterni” e quindi la prerogativa della precedente candidatura nel suo partito non c’è come invece c’era nel 2013. Era una previsione e come tale era soggetta anche ad errore, quindi mi scuso pubblicamente per aver pensato male, ma la colpa è mia fino ad un certo punto, Grillo ed i suoi “grillini” me ne hanno combinato talmente tante da portarmi a pensar male di loro con molta facilità e, a parte questo episodio (su cui come vedete non ho problemi a riconoscere l’errore), di solito ci ho preso e ci prendo quasi sempre.

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