VEDERE I DRAGHI

Trent’anni fa, quando ero ragazzo, sentivo dire che per “vedere i draghi” bisognava assumere sostanze stupefacenti di un certo livello, oggi basta accendere la tv e, in particolar modo su la7, vedi ogni giorno draghi di ogni genere, la droga non serve più

Andiamo con ordine: Mario Draghi è indiscutibilmente una persona di qualità che, in Europa, ha tanti meriti e che ha certamente aiutato l’Italia nel proteggerla dalla forte instabilità dei suoi conti. E’ un banchiere europeo, anzi il banchiere europeo per eccellenza e, per esperienza, questo genere di personaggi, di solito, non sono molto avvezzi ad aiutare chi ha bassi redditi o addirittura redditi inesistenti, ma sono spesso portati a tagliare orizzontalmente penalizzando proprio chi ha meno. In questa occasione, però, ci sarebbero addirittura 209 miliardi da spendere e quindi questo rischio non dovrebbe esserci, condizionale d’obbligo. Certamente tutto l’incenso speso per adorarlo a prescindere è semplicemente ridicolo, visto che non si sa ancora nulla sul programma di governo e pochissimo sulla squadra che lo affiancherà nei prossimi due anni.

Le forze politiche presenti in parlamento sono state, ognuna a loro modo, disarmanti nelle reazioni dopo gli incontri con il presidente incaricato: il Pd, ormai è noto, pur di stare al governo, si alleerebbe anche col diavolo in persona. Basti pensare che è stato alleato dei grillini che, per anni, gli hanno scaricato sopra cisterne di merda.

Gli stessi grillini, anche se hanno meno storia governativa alle spalle rispetto al partito di Zingaretti, mi sembrano sulla stessa strada. In tre anni sono stati al governo con Salvini, poi con il Pd ed erano pronti ad un terzo governo con gli Scilipoti del 2021. Ora hanno messo in campo la solita manfrina del voto online: un voto con pochi controlli reali e con un quesito che ha già la risposta affermativa incorporata. Se poi aggiungiamo che, in caso di vittoria dei “No”, i grillini potrebbero presentarsi in parlamento con una semplice astensione, capirete bene come interpellare la base sia solo una stupida ed inutile perdita di tempo. Non parliamo dell’eventuale alleanza col pregiudicato Berlusconi. No… non ne parliamo.

La Lega Nord, dal canto suo, cerca di superare i sopracitati nella comicità. Salvini ed i suoi sono diventati d’incanto europeisti e aperturisti, citano i governi post-fascisti (!!) e si preparano ad abbracciare Draghi come fosse Gesù Cristo. L’unica voce fuori dal coro, che ha annunciato il voto contrario al nascente governo, è quella di Giorgia Meloni che continua ad urlare “al voto al voto!” quando sa benissimo che non si andrà assolutamente alle urne. Furba, ma non troppo.

Nel corso di queste consultazione tutti i partiti che hanno manifestato il loro assenso al governo, hanno dichiarato, distintamente, questo o quel tema che il presidente incaricato, a loro dire, avrebbe a cuore. Ognuno ha voluto vedere e sentire solo quello che gli interessava per giustificare l’ingiustificabile. Non ho ancora ben capito cosà farà la (ex) “sinistra radicale”. Dalle consultazioni emerge apprezzamento per il noto comunista Draghi (!!!), poi però sento Fratoianni nei vari talk show parlare in altri termini del suo prossimo governo. Una cosa è certa: se anche la sinistra-sinistra dovesse aderire, con Lega Nord e Forza Italia, al nascente governo, dichiarerebbe la sua definitiva fine storica.

Ho volutamente soprasseduto sulla Bonino, su Calenda e via dicendo visto il loro limitatissimo valore parlamentare ed anche su Forza Italia. Berlusconi è stato da sempre grande sponsor nel far fare carriera a Draghi e non vedeva l’ora di tornare a contare qualcosa. La loro risposta era più scontata di quella del Pd.

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