VE… GGENTE

La campagna elettorale siciliana sembra entrare nel vivo. Gli schieramenti sono delineati ed anche i candidati alla presidenza sono ormai tutti certi. Ma mentre il “centrodestra” ed il “centrosinistra” hanno avuto non pochi problemi per “coalizzarsi” e mettersi d’accordo sul nome del rispettivo candidato presidente, il partito di Grillo (ex movimento ormai) è stato il più veloce di tutti: correndo da solo, infatti, ci ha messo poco a scegliere il proprio candidato, tramite i soliti metodi online che lasciano sempre parecchi dubbi.

Quando, però, non ci si muove con regole certe può accadere che tal Mauro Giulivi venga escluso dalle “regionarie”, che presenti ricorso e che il Tribunale di Palermo gli dia pienamente ragione, per ben due volte (!!). Da un partito che fa dell’onestà e della legalità due capisaldi della propria linea politica e che difende sempre e comunque il lavoro dei Giudici, ci si aspetta l’immediata presa d’atto di quanto stabilito e deciso dalla Legge ed, invece, Cancelleri, Grillo e Casaleggio se ne fregano altamente della decisione del Tribunale e, dimostrando ancora una volta che nel M5S non esistono regole e che le varie votazioni online sono solamente delle farse, vanno avanti, visto che la lista la presenta Casaleggio a prescindere dalle presunte votazioni online e dalle figure barbine rimediate di fronte alla Legge.

L’annuncio ufficiale per esprimere, con parole educate, il concetto del “me ne sbatto dei Giudici e di quanto stabilito dal Tribunale di Palermo” lo dà lo stesso Cancelleri che, inspiegabilmente, adduce tra le scuse per passare sopra la decisione del Tribunale, la presunta necessità di raccogliere 3.600 firme che servirebbero, a suo dire, per presentare la lista. Ma possibile che colui il quale aspira a diventare il Presidente della Regione Sicilia non sappia che la nostra legge elettorale recita testualmente: “Nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti o gruppi politici costituiti presso l’Assemblea regionale in gruppo parlamentare nella legislatura precedente o che nell’ultima elezione regionale abbiano ottenuto almeno un seggio“? Ma chi glieli scrive i post sui social a Cancelleri? Di Maio?

Ora, a parte gli scherzi, qui la situazione è seria. Rischiamo di mandare al governo della regione uno che, a parte gli slogan, non sa nemmeno di cosa parla. Quando sentiamo un esponente “grillino” siciliano parlare di “firme” le battute sarebbero anche facili perchè solo gli “ortodossi” hanno dimenticato quello che è successo con giochino delle firme ricopiate a Palermo ed veramente sconcertante leggere che l’Onorevole Nuti si lamenti pubblicamente del fatto che lui, indagato proprio per le firme false (o ricopiate) nel capoluogo siciliano, è stato sospeso mentre Di Maio, indagato anche lui, non solo non è stato sospeso ma sarà certamente il candidato premier del partito di Grillo.

Un bello schifo direi: un insieme di incoerenze, incompetenze, invidie personali ed una grossa dose falsa democrazia che rappresentano il peggio che questo Paese, dominato per decenni da partiti corrotti e “tangentari”, potesse produrre dalla fradicia “pancia” degli italiani, stanchi ed ormai sfiniti dalle tante falsità, al punto da affidarsi a quattro dilettanti allo sbaraglio guidati da un ex comico e dal figlio di un visionario.

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