UNA SICUREZZA

Nella vicenda della richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini è emerso, nelle ultimissime ore, un qualcosa di alquanto comico: il Viminale ha fatto sapere che, sulla nave “Diciotti” con a bordo 177 naufraghi, potevano nascondersi dei pericolosi terroristi e che tale tesi, a difesa evidentemente dell’indagato, e stata sostenuta da funzionari del ministero dell’Interno davanti ai magistrati siciliani. Lo stesso comunicato rende noto che “la ricostruzione del Tribunale dei Ministri non ne ha tenuto conto“. E meno male! Sì perchè, qualche settimana dopo lo sbarco, lo stesso Viminale denuncio’ la fuga di gran parte di quei migranti dal centro di Rocca di Papa e siccome il ministero dell’Interno si occupa della sicurezza sul suolo italiano, la fuga di 50 o più “potenziali terroristi” avrebbe portato a nuove accuse per Salvini, forse ben più gravi dell’indagine per sequestro di persona attualmente a suo carico. Parlo di accuse di natura squisitamente politica: mettendo insieme la due cose verrebbe fuori la conclamata impotenza di un governo che prima trattiene dei “potenziali terroristi” su una nave e poi li lascia scappare dal centro. Una sicurezza!

Altra sicurezza è la posizione di Salvini: da giorni va sostenendo a destra e manca che lui non ha paura, che andrà dai giudici, che agisce a nome del popolo italiano etc. etc. Stamattina, docile come un passerotto, fa sapere che il processo a suo carico non va fatto: non se la sente più, gli è finito il coraggio e, forse, s’è anche ricordato che parla a nome del 17% degli aventi diritto al voto in Italia, un po’ pochino! Se il ministro è così sicuro di aver agito nell’esercizio delle proprie funzioni, perchè teme il Tribunale dei Ministri? Vorrei ricordare che questa richiesta di autorizzazione a procedere non è minimamente equiparabile a quelle di Berlusconi (per evasione, puttane etc) o dei vari ladruncoli e tangentari che abbiamo conosciuto negli anni; lì agivano dei tribunali penali ordinari, in questo caso l’accusa viene dal tribunale che si occupa specificatamente di eventuali reati commessi da ministri nell’esercizio delle proprie funzioni, per cui l’autorizzazione a procedere (che non è una condanna ma solo la possibilità di approfondire ulteriormente l’accaduto) dovrebbe essere concessa in maniera automatica, è invece…

Invece in Senato è fondamentale il voto del M5S perchè se già Forza Italia e le sue costole si sono pronunciate, com’era ovvio, per respingere la richiesta dei giudici, nel partito di Grillo regna il caos. Grillo, proprio lui che, grazie alla nuova Rai pentastellata, è tornato in onda coi suoi vecchi sketch e che, solo qualche anno fa, esprimeva posizioni sui migranti lontane anni luce dalla Lega.

Cosa farà il M5S? Considerando le posizioni storiche dei “grillini” sul rapporto politica-giustizia la risposta sarebbe semplicissima; considerando i trasformismi a cui già ci ha abituati, rispondere diventa più complicato. Di Maio e Toninelli vorrebbero far processare, con Salvini, l’intero governo: encomiabile ma in un esecutivo ognuno ha le proprie responsabilità, comunque bene! Tali dichiarazioni farebbero pensare ad un “sì” da parte dei pentastellati alla richiesta dei giudici ma non c’è nessuna certezza, nessuna sicurezza. Secondo molti osservatori un voto favorevole del M5S, con Salvini che chiede di essere salvato, porterebbe ad una difficile e complicata crisi di governo, mentre un eventuale “no” sputtanerebbe i “grillini” su uno dei loro punti cardine: l’onestà di chi opera in politica. Inoltre il governo si ritroverebbe a dover convivere con un indagato per sequestro di persona che, tra l’altro, annuncia la possibile reiterazione del reato qualora se ne presentasse l’occasione. A quel punto la custodia cautelare potrebbe essere una questione di… sicurezza.

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