UN TERREMOTO

Siete stati in tantissimi a leggere il post precedente, ma, dopo un certo orario, qualcuno sarà rimasto deluso per essere entrato nel blog non riuscendo ad ascoltare l’audio integrale di Grillo con i parlamentari espulsi. Subito dopo il lancio di “Grillo Leaks” e del video, infatti, è intervenuta la polizia postale che, come riporta il FattoQuotidiano, ha chiuso il sito e, probabilmente, anche rimosso il video-audio rilanciato sul sito giornalettismo.com. Le vie della rete, però, sono infinite e, non appena mi è arrivata la segnalazione della rimozione del video, ho sostituito il link, visto che su YouTube, qualcuno aveva già provveduto a caricarlo. Mi scuso coi tanti utenti che avevano scelto questo blog per ascoltare lo scottante audio ma, come avrete capito, non è stata una mia mancanza. Chi non lo avesse fatto, lo ascolti: scoprirà la vera faccia del M5S e dei vari “spalloni”. Mi chiedo: è in arrivo un terremoto ?

Oggi, 9 maggio, è l’anniversario della barbara uccisione di Peppino Impastato. Tutti i media ufficiali, lo sentirete nel corso della giornata, ricorderanno, invece, che in quello stesso giorno del 1978, venne ucciso Aldo Moro, per mano delle brigate rosse (?). Di fronte a questa incredibile coincidenza, mi sono sempre chiesto se gli assassini comandati da Don Tano seduto avessero agito sapendo che, il giorno stesso, sarebbe stato ritrovato il corpo senza vita dello statista democristiano, perchè, da 37 anni, grazie a quest’assurda coincidenza, pochi ricordano Peppino come merita e quasi tutti, invece, preferiscono ricordare Moro e la lotta al terrorismo rosso che, ormai da decenni, non esiste più: la mafia, invece, c’è ancora.

Ho vissuto a Villagrazia di Carini (2 anni) ed a Carini (un anno) per motivi di lavoro; ero ad uno schioppo da Cinisi ma, per respirare la puzza di mafia, non serviva spostarsi; a Villagrazia, infatti, la si sentiva uguale ed, in giro, non si vedevano quasi mai pattuglie dei carabinieri per controllare il territorio, evidentemente non serviva (!!!). Avendo vissuto quell’atmosfera (era il 2007) ho compreso ancora di più l’opera di Peppino ed il suo grandissimo coraggio,  37 anni fa, nel compiere una “piccola rivoluzione culturale” in un centro come Cinisi dove, ancora più di oggi (forse), la mafia era padrona assoluta.

L’unica volta che ho visto, da quelle parti, una sfilza di carabinieri in macchina, è stato in occasione di un sisma abbastanza forte (era il 2012) e, da quel giorno, ogni volta che vedevo una pattuglia dei carabinieri a Villagrazia, temevo una forte scossa di terremoto.

 

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