STUPENDO

Nei giorni scorsi, seguendo un telegiornale, ho sentito che il giudice sportivo ha minacciato sanzioni nei confronti dei tifosi di alcuni stadi italiani che, nel corso dell’ultimo week end di seria A, hanno cantato canzoni contro Napoli ed i napoletani e/o hanno fatto cori contro qualcuno dei tantissimi giocatori di colore che militano nel nostro campionato. A ruota, di regola, è seguito lo stupore dei giornalisti in studio ed i relativi commenti: “quelli non sono tifosi” (le curva degli ultrà eh?!), oppure “non sono persone” (ma pagano il biglietto come se lo fossero!) e tante altre considerazioni che anche voi, come me, avrete sentito già decine se non centinaia di volte.

Ed allora lì sono io che mi stupisco del loro stupirsi… stupendi (gerundi?). Chi saranno mai questi oscuri frequentatori degli stadi italiani? Da dove arrivano, pieni di bandiere, sciarpe e maglie? Perchè mai scelgono proprio lo stadio per sfogare il loro odio razzista in tutte le direzioni? Signori miei, mettetevi seduti perchè devo rispondere a tutte queste domande ma, a differenza del solito, per farlo non mi dilungherò molto. La risposta è semplice: sono gli stessi italiani che votano (in Italia ovviamente) e che inneggiano agli intellettuali che governano il Paese. Perchè quindi aspettarsi che si comportino diversamente da come votano? Perchè proprio dentro ad uno stadio dovrebbero cambiare le loro abitudini quotidiane contro ogni forma di “diversità”? Sento dire in giro, da vips e non, che in Italia “il razzismo non esiste” o, addirittura, che neanche Salvini è razzista (!!). Allora trovo veramente stupido chi si stupisce per ciò che accade negli stadi: il razzismo non esiste…

A proposito di fenomeni e di intellettuali, mi ha molto divertito l’ennesima scoperta de “LeIene” che hanno sputtanato Di Maio & family. Dopo aver sostenuto per mesi che la propria famiglia era lo specchio dell’onestà e della legalità, il ministro grillino ammette candidamente di non essersi parlato col padre per anni (!), per poi aggiungere una frase shock: “Spero che nell’azienda di famiglia dove sono socio sia tutto in regola“. Il Ministro del Lavoro del governo italiano spera che nella propria azienda sia tutto in regola? Spera? L’intervista è enormemente imbarazzante, le affermazioni di Di Maio non lasciano spazio ad alcun commento, ma solo ad una fragorosa risata. Stupendo.

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