STATO DI DIRITTO ?

Non sono un “radicale” (inteso come partito di Pannella e Bonino) e mi sento distante dalle idee “radicali” sotto molti aspetti. La loro visione del mondo, tendenzialmente molto vicina alle politiche internazioni di Paesi come Usa e Israele, è per me deleteria ed assolutamente non condivisibile; nonostante questo, però, ho sempre ammirato la loro forza nel lottare, con ogni mezzo, in ciò che credono anche se, alla lunga, gli scioperi della fame in serie non portano a niente. Oggi, per esempio, volevo parlare di un’iniziativa che ha toccato il carcere di Caltanissetta, ma che i radicali svolgono in continuazione in tutta Italia.

Leggendo questo articolo, sono rimasto alquanto sconvolto, specie in alcuni passaggi. Si legge che “nel reparto di media sicurezza ci sono detenuti che hanno una difficoltà di vita all’esterno. Si tratta di persone povere, molti provengono dalla Puglia e dalla Campania e non hanno più contatti con i familiari che non vedono da anni per mancanza di soldi”. Un’altra cosa gravissima che l’articolo riporta è che “alcuni detenuti stranieri rinchiusi con l’accusa di essere scafisti, hanno lasciato intendere alla delegazione radicale di non aver avuto la possibilità di difendersi con le legittime garanzie, in quanto molti avvocati sono d’ufficio e di altri Fori e non si spostano fino a Caltanissetta per seguire i procedimenti”. Pare, inoltre, che non esistano mediatori culturali in carcere.

In una parte del carcere, invece, dove sono rinchiuse persone che hanno un “elevato spessore criminale”, i reclusi “vivono tutto il giorno rinchiusi in cella per 20 ore al giorno o nei passeggi, che sono peggio delle celle”. Inoltre il carcere “Malaspina” dovrebbe contenere un massimo di 180 detenuti, ma ne ospita, al momento, 263, con tutte le conseguenze che potete immaginare: sia dal punto di vista igienico sanitario, sia dal punto di vista della qualità della vita in genere.

Nell’ultima parte dell’articolo viene riportata la dichiarazione del caro amico Peppe Nicosia che prova a guardare anche i piccoli passi avanti  “il carcere è migliorato rispetto all’ultima visita. I detenuti si trovano bene sotto l’aspetto sanitario. Si fa socialità con le celle aperte, anche se la struttura è vecchia e non permette di svolgere attività. I detenuti inoltre lamentano la mancanza di attività scolastica per incrementare la cultura, ma il direttore ci ha assicurato che sarà avviato un corso di ragioneria”.

Un quadro demoralizzante e mortificante per un Paese, come l’Italia, che si dichiara democratico, libero e che, se non mi sono distratto, dovrebbe essere ancora uno Stato di Diritto.

In uno Stato di Diritto un indagato o un imputato, fino a sentenza definitiva, è da considerare innocente e questo vale per tutti, anche per i politici. Esistono, però, ragioni di “opportunità e di morale” che mi hanno spinto, qualche giorno fa, a dedicare una parte di un post alle vicende giudiziarie di un Consigliere Comunale di Caltanissetta; avevo usato una certa ironia (specie per i trascorsi diretti col sottoscritto) e, come sempre, mi ero preso le responsabilità delle mie opinioni nel ritenere troppo poco le sole dimissioni da Capogruppo del Pd. Con un pò di ritardo sul mio post, è arrivato anche il comunicato dei M5S nisseno che chiede le dimissioni del Consigliere, esattamente come avevo scritto io. In questo articolo, che riporta il sintetico comunicato, viene notato come, stranamente, il comunicato non è firmato da alcun eletto. Gli unici che possono parlare a nome del M5S, in tutta Italia, sono gli eletti e nessun’altro. L’articolo parla, erroneamente, di  “organismo certificato per parlare a nome del movimento 5 Stelle” riferendosi al meetup, ma non è così. Chiunque puo’ aprire uno, due, tre meetup, nessuno lo vieta: è una piattaforma aperta a tutti, ma sono solo gli eletti che possono parlare o scrivere a nome del M5S.

Perchè, quindi, nessuno dei quattro eletti nisseni ha firmato il comunicato ? per non “inimicarsi” personalmente il Consigliere Pd ? per potergli dire “lo ha deciso il gruppo” ? Veramente una situazione imbarazzante ed abbastanza vergognosa per chi, come me, sa benissimo che il gruppo non decide nulla e che sono solo gli eletti che decidono e si esprimono a nome del M5S. Non è la prima volta che gli eletti pentastellati nisseni, a parte qualche eccezione, non hanno il coraggio politico (ma anche umano evidentemente) di esprimere con nettezza delle opinioni precise e nette.

 

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