SOTTOSOPRA

Quando accadono fatti come quelli di Manduria, rimango talmente sgomento che, sul momento, non ho alcuna reazione diversa dal disgusto e dalla susseguente rassegnazione.

Giovani e giovanissimi che, per dieci lunghissimi anni, hanno perseguitato una persona la cui unica colpa era quella di essere sola ed indifesa. Fin dall’età di 8/10 anni questo gruppo di ragazzini ha “giocato” con una persona. Negli anni a seguire il “gioco” è diventato sempre più pesante e la vittima sempre più tartassata, vessata, malmenata ed umiliata.

Ora quella persona è morta e non è ancora chiaro se il suo decesso sia collegato agli atti di bullismo ed alle percosse ricevute dal gioco di questi “animali”. La cosa che maggiormente fa riflettere è che tantissimi sapevano quello che avveniva e che, molto probabilmente, anche qualche genitore fosse al corrente dell’hobby del proprio figlio.

Sì, i genitori, i principali responsabili della vicenda che, con il loro disinteresse verso i figli, hanno lasciato che questi crescessero come un vero e proprio branco di bestie. Quando sento gli avvocati difensori che raccontano, ai microfoni dei talk show, che i ragazzi sono pentiti, piangono e “solo ora hanno realizzato quello che hanno fatto”, mi viene la nausea. Dieci anni, 120 mesi, 3.650 giorni e non si sono resi conto di niente, mai un rimorso o un ripensamento, ma anzi si riscontra un aumento nel loro divertimento e, di conseguenza, delle loro azioni vigliacche.

Ragazzi che crescono pensando di poter umiliare il prossimo e che il “branco” sia il loro habitat naturale di sicurezza; ragazzi che da grandi non potranno essere molto diversi dai fascisti di Casapound e dai loro seguaci che, in questi ultimi mesi, stanno ripetutamente infrangendo la Legge in ogni angolo del Paese con manifestazioni che inneggiano al fascismo (illegale tanto quanto la marijuana, ma non quella dei negozi), cacciando persone da questo o quel quartiere perchè “diverse” e che continuano ad occupare illegalmente sedi pubbliche col beneplacito del governo italiano.

E’ questo il futuro dell’Italia? Un futuro che, viste le solide basi di insana ignoranza che stiamo mettendo, si preannuncia, se possibile, peggiore del presente. Questo governo, coi suoi provvedimenti che spesso assomigliano a delle “leggi razziali” (ma soprattutto coi pericolosi slogan), si sta rendendo complice dell’impoverimento culturale, umano e sociale del popolo italiano che, la storia insegna (ma non ha scolari, diceva Gramsci), ha una certa propensione per l’uomo solo al comando, salvo poi pentirsi ed appenderlo a testa in giù.

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