RICORRENZE

Non mi era mai capitato per un personaggio pubblico, almeno che io ricordi, ma l’altra mattina mi sono scese le lacrime quando ho sentito della scomparsa di Gigi Proietti. In un 2020 veramente nefasto, questa mancanza pare la si senta ancora di più. Evidentemente ero e sono così tanto affezionato a questo personaggio, quasi da sentirlo come un familiare da dispiacermi davvero molto. Lui che, nel corso del lockdown di Marzo-Aprile, aveva fatto un messaggio veramente bello: tenero, ironico e rassicurante allo stesso tempo, come solo lui poteva fare. Veramente unico.

Chissà che splendide battute avrebbe fatto sulle nuove misure del governo che ha suddiviso il territorio nazionale in tre fasce di rischio: rossa, arancione e gialla, non oso immaginarlo. Da alcuni giorni il Paese si muove all’interno di queste nuove misure e mi auguro che adesso si attendano almeno quattordici giorni per poterne constatare i risultati. Lo dico perchè ho la sensazione che questo governo insegua il virus e non riesca a prevederne la diffusione, oltre a farsi prendere quasi dal panico ad ogni aumento del numero dei contagi. Non credo che questo sia un modo utile per vincere la battaglia contro il Covid ed, onestamente, sono alquanto preoccupato se penso che le nostre sorti siano in mano a gente come Speranza, di cui si salva solo il cognome.

Poi ci sono i minimizzatori o, per meglio dire, i negazionisti che dicono che le misure sono esagerate e che bisogna salvaguardare l’economia. Ma se ci ammaliamo tutti, anche se lasci aperti bar e ristoranti, non può andarci nessuno no?! E’ anche vero che vi sono parecchie contraddizioni nelle misure prese, ma sostenere che la scelta del “colore” da dare alla regione sia legata a fattori di natura politica è assolutamente folle e ridicolo allo stesso tempo. La Lombardia ha, ogni giorno, un terzo dei positivi nazionali, ed è zona rossa perchè è governata dalla Lega? No, è zona rossa perchè è stata la regione più colpita della prima ondata e gli incapaci che la governano hanno fallito anche nella seconda. La Campania, per bocca del suo presidente, chiedeva un lockdown totale, invece non è stata accontentata, nonostante De Luca sia, fino a prova contraria, un esponente del Pd. Sicuramente fa riflettere anche me, visti i numeri e le risorse sanitarie, che la regione campana non sia finita, quantomeno, in fascia arancione, ma credo che sia solo questione di giorni.

Ma comunque dai! Cerchiamo anche le buone notizie che, in questo periodo, latitano più del solito. Gli Stati Uniti d’America non sono più governati da quel malato di mente di Donald Trump. Non penso certamente che Biden sia uno stinco di santo, non esistono presidenti Usa di questo genere, non sono mai esistiti; ma Trump era il peggio del peggio e rischiava di spezzare quei già precari equilibri internazionali che non ci fanno andare in guerra. Il fatto, poi, di non accettare la sconfitta accusando il voto postale, che negli Usa esiste dai tempi di Abraham Lincoln, è l’ultima eredità di violenza, odio e disordine sociale che Donald vuole lasciare al neo-presidente. Ciao Donald, anzi addio.

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