PER LA PRECISIONE

Sta finalmente arrivando il ballottaggio. Dico così perchè la città ha urgente bisogno di una “scossa” e di essere, in qualche modo, rivitalizzata. Nel frattempo l’ufficio elettorale ha completato il riconteggio delle schede e, per noi, è cambiato poco. Venti preferenze in meno nel totale lista e dieci in più per me che così ho dovuto aggiornare il ringraziamento: 144 grazie anzichè 134.

Domani e lunedì, vi dicevo, si vota per scegliere il prossimo sindaco della città ed io, cosa che vi invito a fare, ho scaricato i programmi elettorali dei due. Perchè, ormai, dovremmo essere diventati “furbi” e dovremmo aver capito che, in fase di campagna elettorale, i candidati a sindaco sciorinano tutti dei programmi fantastici e sono pronti, a parole, a sacrificare la propria vita, nei prossimi cinque anni, per il solo bene della città. Stavolta, avendo vissuto la campagna elettorale in maniera più diretta ed avendo dentro due nostri portaVoce, sarò ancora più attento all’azione amministrativa.

I soliti “disfattisti” dicono, in giro, che non cambierà nulla: se vince Giarratana, vuoi o non vuoi, dovrà obbedire agli ordini di Pagano; se vince Ruvolo (dato favorito) dovrà dimostrare, fin da subito, di non essere asservito alla sfilza di partiti e partitini che lo sostengono e, quindi, smentire le insistenti voci di un immediato rimpasto in giunta (!) ancora prima di iniziare il mandato (!!).

Il prossimo 11 Giugno saranno passati esattamente 30 anni dalla scomparsa di Enrico Berlinguer e le poste italiane hanno deciso di dedicargli un francobollo.

E quasi inquietante la coincidenza degli eventi: si celebra il trentennale della scomparsa dell’uomo politico italiano che ha fatto della questione morale una delle sue più importanti battaglie politiche e, contestualmente o quasi, si scoprono enormi scandali di tangenti pagate a politici di centro, di destra e di sinistra. Nel 1992, “Mani pulite” provocò un’ondata di sdegno popolare e mediatico, oggi questo non avviene a causa dell’assuefazione che il popolo italiano ha ormai raggiunto in tema di onestà nell’amministrazione della cosa pubblica. Eppure, ascoltando i vari talk show, sentiamo eminenti commentatori sciorinare concetti del tipo: “questo è un sistema che, quasi, ti obbliga a rubare”, oppure che “molti dei fatti illeciti avvengono spesso all’insaputa dei sindaci o dei parlamentari indagati” e poi c’è l’ultima “meravigliosa” tesi che tende a distinguere, per la precisione, “chi ruba per se da chi ruba per il partito”.  Chi ruba è un ladro, che lo faccia per se o per il partito cambia poco perchè lo fa sempre e comunque coi soldi degli italiani a cui, lo ricordo, ogni giorno vengono chiesti sacrifici economici sempre più pesanti (ed inutili).

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