PENSARE E’ GRATIS

Il M5S ha cinque persone a processo (due deputati regionali e tre nazionali) per reati che vanno, a vario titolo, dal falso alla violazione di una legge regionale del 1960 che recepisce il Testo unico nazionale in materia elettorale. Secondo quanto si legge, Nuti sostiene che la “montatura”, come la chiama lui, sia venuta dall’interno dello stesso movimento di Grillo e precisa: “Decidendo in una prima fase di non rispondere ai pm, ci siamo avvalsi di una facoltà prevista dal Codice. Fatte le indagini, un mese fa, ci siamo poi sottoposti a interrogatorio e saggio grafico, depositando due memorie per spiegare la montatura ben organizzata nel Movimento”,  da chi ha poi lavorato alla designazione dell’attuale candidato a sindaco di Palermo Ugo Forello”.

Accuse precise e mirate e che non lasciano dubbi. Secondo Nuti qualcuno nello stesso M5S ha tirato fuori la storia delle “firme false” per eliminare politicamente lui ed i suoi colleghi. E’ l’ennesima riprova che, ormai da anni, il partito di Beppe Grillo è diventato un “ufficio di collocamento” dove ogni “capetto” cerca di portare avanti il “proprio uomo” e di acquisire, così, sempre più potere. Questa dinamica si ripete ad ogni livello: comunale, regionale e nazionale. Pensate ad un futuro Presidente del Consiglio del partito di Grillo che, inviso ad un gruppo di colleghi “invidiosi”, viene attaccato o, peggio ancora, “gomblottato” e messo alla gogna dell’opinione pubblica. Pensate alle conseguenza in ambito internazionale ed alle ripercussioni economiche. Pensate a cosa significherebbe avere un ex comico come “garante” del partito di governo. Fate come volete, ma prima pensateci bene. Pensare è gratis.

Ma nonostante non esista ancora una tassa sul pensare, c’è chi si ostina ad utilizzare solo una piccola parte delle proprie possibilità cognitive o almeno questo viene da pensare leggendo un post su facebook. Sì perchè se l’utilizzo cognitivo fosse, invece, al 100% ci sarebbe di che preoccuparsi o, più probabilmente, di che ridere a crepapelle. Venerdì scorso, nel bel mezzo della processione nissena del “Cristo Nero”, ho pubblicato questo post sul mio profilo facebook: una normalissima battuta che si limitava a prendere in giro il motto #Primadituttoinisseni. Una battuta così non andrebbe spiegata, non ha nulla di blasfemo ed, in fin dei conti, è solo una constatazione di fatto: Gesù non era nisseno (correggetemi se sbaglio) mentre la Real Maestranza è composta da lavoratori nisseni che, nell’ordine della processione, vengono prima del “Signore della città”. Dov’è la bestemmia? Evidentemente solo nelle menti dei seguaci del noto intellettuale Salvini. Tralascio gli insulti gratuiti (insensati anche quelli nel loro stretto significato) perchè, considerando da dove questi arrivano, li considero dei sontuosi complimenti.  Pensare è gratis, anche solo per verificare che il post incriminato è lì ed è sempre stato lì, evitando così di scrivere ulteriori puttanate a commento della puttanata reginaPensare è gratis, provateci almeno!

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