OVUNQUE E COMUNQUE

DemocraziaSe il popolo italiano mettesse la stessa grinta, la stessa determinazione e la stessa voglia di combattere che mette nelle minchiate, anche nelle battaglie di civiltà e di maggiore concretezza, avremmo fatto chissà quante splendide rivoluzioni.

Se osserviamo il comportamento dei tifosi di calcio durante le partite, il modo in cui si combattono e si affrontano o, per restare nell’attualità, ammiriamo le vergognose scene dell’assalto al carro funebre di Priebke (condite da scontri tra militanti di destra e di sinistra), ci rendiamo conto che, evidentemente, il popolo italiano, per cultura, ritiene più importante e più utile scontrarsi fisicamente per difendere la bandiera della propria squadra o per litigare sui funerali di un criminale. Tanta voglia di lottare per qualcosa che si ritiene giusto che potrebbe essere impiegata per delle lotte più sensate ed utili.

Dovremmo incazzarci di più per tutto quello che subiamo ogni giorno, comprese le umiliazioni che siamo costretti a sopportare, spesso, per colpa di chi ci amministra che, specie se si guarda alle piccole realtà, è lo specchio dell’elettorato che lo ha portato ad amministrare. Oggi, per esempio, ho saputo che, in tre piccoli comuni del nisseno (San Cataldo, Mussomeli e Mazzarino), l’arrivo delle salme da Lampedusa è stato salutato da Consigli Comunali schierati, Sindaci, funzioni e/o funerali. A Caltanisseta, per il secondo giorno consecutivo, sono arrivate delle bare, anche in questo caso, senza nome e con un numero identificativo stampato sopra e, con la proverbiale coerenza che contraddistingue la nostra amministrazione, non c’era nessuna figura istituzionale ad “aspettarle” ieri e non c’era nessuno nemmeno oggi. Domattina arriveranno le ultime due salme previste e Venerdì, alle ore 16,00, è confermato il funerale interreligioso che si terrà in loco.

Da due giorni, a causa di questo continuo contatto con la morte, sembra che tutto il resto, intorno, abbia perso molto del suo significato. Sono sensazioni che, forse, dovremmo provare più spesso per vivere in maniera più compiuta la realtà quotidiana; ma proviamo a parlare anche di altro. Pare, infatti, che, finalmente, sia pronta, all’Ars, la mozione di sfiducia al governatore Crocetta col quale si è passati dall’esaltazione del “modello Sicilia”, alla totale sfiducia con immediate azioni per far cadere il governo regionale.

Ora, però, è stata una votazione degli attivisti siciliani a decidere il game over e, com’è ovvio, bisogna darne seguito così come stanno facendo gli eletti del moVimento all’Assemblea Regionale Siciliana. Questo evento credo sia la conferma definitiva che, sia nei vari livelli regionali, sia a livello nazionale, è necessario uno strumento, che non può essere un blog, per far si che questa benedetta democrazia diretta si possa veramente applicare. Il tempo dei propositi mi sa che è finito.

Stasera vi saluto con due appuntamenti a cui tengo particolarmente: domani pomeriggio alle 19,00 altra lezione del corso di lingua inglese per principianti, mentre Sabato pomeriggio, alle 18,00, nuova lezione del corso di informatica di base.

Il tutto è, ve lo ricordo, completamente gratuito perchè lo scambio di sapere e di conoscenza dovrebbe essere tale ovunque e comunque. 

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1 Commento

  1. condivido quasi tutto, tranne ”le vergogno scene dell’assalto al carro funebre di priebke. in quegli scontri ci sono due mondi diverssissimi tra di loro. c’è il bene e il male che si confrontano e non è una cazzata come due tifosi di calcio che litigano per un goal o altre scemenze. chi difende un’assassino di vittime innocenti, chi è fascista,dev’essere combattuto. non esiste società civile fascista.pribkecon tutto il rispetto sono contento sia morto anzi ha pure vissuto troppo e troppo bene per gli orrori che ha compiuto

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