ONESTAFF

In un periodo storico che sarà ricordato per l’apparente “fame di onestà” degli italiani, ci sarebbe da chiedersi se quest’appetito è reale e, soprattutto, se chi lo propina è veramente onesto. Non mi riferisco all’onestà relativa ai reati puniti dalla legge, ma all’onestà intellettuale, appunto, di chi la inneggia quotidianamente ma poi è poco onesto anche con se stesso. Scusate il gioco un pò confuso di parole ma vivendo anch’io in Italia, mi suona un pò strana tutta questa diffusa voglia di “pulizia e trasparenza”, considerando che siamo un popolo di “furbi” che vive (e forse sguazza) nell’illegalità anche nel quotidiano. Quindi di quale “onestà” si sta parlando ?

E allora è il momento di fare qualche analisi un tantino più precisa su quello che è oggi il “partito dell’onestà”, ovvero il M5S. Il partito di Grillo, da quando esiste, ha eletto 17 sindaci: Roberto Castiglion a Sarego, Federico Pizzarotti a Parma, Alvise Maniero a Mira, Marco Fabbri a Comacchio, Federico Piccitto a Ragusa, Fabio Fucci a Pomezia, Mario Puddu ad Assemini, Filippo Nogarin a Livorno, Patrizio Cinque a Bagheria, Cinzia Totala Ferri a Montellabbate, Antonio Cozzolino a Civitavecchia, Domenico Messinese a Gela, Rosa Capuozzo a Quarto, Sean Wheeler a Porto Torres, Roberto Falcone a Venaria, Cettina Di Pietro ad Augusta e Antonio Bevilacqua a Pietraperzia.

Su 17 comuni dove il partito di Grillo (e dello staff anonimo) ha vinto, ci sono seri problemi in 10 di questi. Parlando in termini percentuali, com’è giusto che sia; si tratta del 59 % dei suddetti comuni, 4 (il 23,5 %) sono quelli dove il sindaco eletto è stato defenestrato : Pizzarotti a Parma (ancora sospeso ma con altissime probabilità di espulsione), Fabbri a Comacchio, Messinese a Gela e la Capuozzo a Quarto.

Per gli altri comuni i problemi riguardano processi e presunte “parentopoli” (Maniero a Mira), problemi coi meetup e dimissioni di assessori (Piccitto a Ragusa), consiglieri M5S espulsi (Puddu ad Assemini e Wheeler a Porto Torres) e primi cittadini indagati (Nogarin a Livorno e Pizzarotti a Parma).

Se a questi si aggiunge che anche “l’esemplare” sindaco di Pomezia Fucci ha annunciato di essere stato indagato e poi “archiviato” e che nessuno ne sapeva niente, appare chiaro che la sospensione di Pizzarotti abbia ragioni ben diverse rispetto a quelle “ufficiali”.

Ora provate ad immaginare un governo nazionale dove il Presidente del Consiglio ed i Ministri devono “riferire” ad uno “staff” di persone pressochè sconosciute: le decisioni che riguardano la sicurezza nazionale, la politica estera, le scelte economiche etc. etc. (!!). No perchè se, come sembrava essere all’inizio, a decidere fossero davvero i cittadini a me starebbe (ed infatti stava) anche bene. Ma come mai il partito di Grillo, praticamente, non effettua più alcuna votazione online ? Perchè per le espulsioni non vengono fatti votare gli “attivisti” iscritti al blog dell’ex comico ? Perchè questo partito non vuole avere regole interne e quei tre o quattro che decidono voglio mantenere la massima discrezionalità in ogni provvedimento. Vorreste affidare il governo dell’Italia a Grillo, al figlio di Casaleggio ed al cognato di Grillo ? (ipotizzo lo “staff”), io credo di no ed anche se, purtroppo, Renzi è un’alternativa pessima, i “cinquestelle” dimostrano, nei numeri e nei fatti, di non essere assolutamente pronti a governare: un partito senza regole sarebbe una guida pericola per qualsiasi Paese che voglia avere un minimo di democrazia.

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