NON COPIATE

Quando andavamo a scuola e si svolgeva il compito in classe, la più frequente delle raccomandazioni dei professori era: “Non copiate“. Quindi, a prescindere da ogni forma di “onestà” più o meno sincera, non copiare, non falsificare e non mentire sono i primissimi insegnamenti che ognuno di noi riceve.

Fino a qualche settimana fa si parlava,  in merito allo scandalo delle presunte firme false del M5S Palermo, di un errore in “buona fede” e di “ragazzi senza esperienza che avevano solo ricopiato delle firme“. Dopo le prime reazioni e le relative querele, infatti, si è passati all’ammissione di colpa, lasciando intendere che sì c’era reato, ma che le firme erano state solamente “copiate e non falsificate“, intendendo con ciò che gli indagati avevano riportato delle firme (e dei dati personali) di persone che, comunque, avevano realmente firmato per la costituzione della lista. Dalle ultimissime informazioni si paventa, invece, qualcosa di molto più grave. Tra le firme in mano agli inquirenti ci sarebbe anche quella dell’Ingegner Fabio Trizzino, marito di Lucia Borsellino, che ricorderebbe di aver firmato per il referendum e non per la lista del M5S e, tra l’altro, pare non sia nemmeno l’unico a ricordare questo importante dettaglio. Se tali indiscrezioni fossero confermate risulterebbe chiaro che i “bravi ragazzi” non sarebbero incappati in una delle loro “ingenuità” ma avrebbero falsificato a tutti gli effetti le firme apposte per il referendum sull’acqua pubblica, “riutilizzandole” anche per la costituzione della lista pentastellata. (!!!)

L’inchiesta intanto procede ma, come avrete letto anche voi, nel 2017 è prevista la prescrizione del reato. Credo che il minimo che dovrebbe fare un “cinquestelle purosangue” sarebbe quello di rifiutare la prescrizione anche perchè le cosiddette “autosospensioni” sono solamente qualcosa di puramente simbolico: sia la La Rocca sia Ciaccio infatti sono e restano parlamentari regionali mentre la “logica grillina” (applicata solo agli altri però) vorrebbe le immediate dimissioni dall’Ars. Non andranno certamente in prescrizioni le contro-querele per “calunnia” che quasi certamente partiranno nei confronti dei parlamentari querelanti, visto che l’andamento dei fatti appare fin troppo chiaro.

Tra le mille ipotesi ed i mille articoli che circolano in queste ore, ne ho letto uno che, in una sua parte, ha riscontrato qualcosa che avevo pensato anch’io. Si legge: “Gianfranco Cancelleri (c’è un errore, sarebbe Giancarlo) e il suo gruppo di fedelissimi rischiano di essere i veri beneficiari di questa faida visto che uomini, donne e candidati del «cerchio magico» – così lo chiamano a Palermo – di Riccardo Nuti sono in grave difficoltà. Anzi, dovrebbero presto sospendersi perché indagati”. Sento e vedo l’Onorevole Cancelleri troppo “contento” quando parla di questa vicenda, ha toni perentori e si permette anche delle battute: “Ci metto la firma“(!!!). Mi sbaglierò, ma ho la sensazione che questo “scandalo” non sia sgradito al parlamentare nisseno…anzi.

Gli indagati a Palermo, alla fine, sono dieci, ma l’imbarazzante “garantismo” dei 5stelle rimane. Sempre pronti ad urlare e ad invocare “onestà” tranne quando lo “scandalo” li riguarda. Diventano garantisti, aspettano il corso delle indagini ed intanto vengono fuori altri casi simili che li riguardano, ma non sono simili, sono solamente… copiati. 

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