MISERIA E NOBILTA’

Titolo del post odierno che ricorda una meravigliosa commedia di Scarpetta, magistralmente interpretata dallo straordinario Toto’ e da un cast ineguagliabile. Oggi pero’ lo utilizzo per i protagonisti di questo post il cui cognome richiama la nobiltà ma che, invece, sono sommersi da tanta miseria, umana s’intende.

Ovviamente parlo dei Conte che, in questi giorni, riempiono per ragioni diverse le cronache politiche e sportive.

L’ormai ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sembra essere diventato De Gasperi. Pare proprio che non si possa fare a meno di lui e sembra destinato addirittura ad un terzo incarico. In queste ore si cerca una “base ampia ed europeista” e questo, sinceramente, mi fa venire i brividi. I grillini sono diventati convinti europeisti? Loro che schiacciavano l’occhio ai “gilet gialli” e che proponevano il referendum per uscire dall’euro? Come cambiano i tempi e come cambiano le posizioni pur di non perdere il posto in Parlamento. Lo stesso Conte dovrebbe, umilmente, togliersi dalle scatole. In poco meno di tre anni ha fatto un governo con la destra estrema di Salvini, poi fallito; poi ne ha fatto uno di orientamento totalmente opposto con Pd e Leu con lo stesso risultato: fallimento. Ragion per cui non capisco perchè il “nobile” professor Conte debba essere ancora confermato alla guida del Paese. Qualcuno potrà sostenere che in entrambi i casi sono stati i due Matteo a far cadere i governi, ma se ti scegli certi alleati poi ne paghi le conseguenze e, al netto di Grillo e Casaleggio, il Premier sei tu e quindi sei stato tu a fallire politicamente. La miseria, in tutta la vicenda, è nel fatto che i parlamentari faranno di tutto per non andare a casa, perchè i posti, nel frattempo, si sono dimezzati, perderebbero lo stipendio e si troverebbero, probabilmente, ad attingere al reddito di cittadinanza. Oltre a queste motivazioni puramente economiche, bisogna considerare che il prossimo anno si dovrà eleggere il Presidente della Repubblica ed ascoltando le proposte di Salvini e C. c’è anche da capire perchè non si vuole andare al voto, tra l’altro in piena pandemia.

L’altro protagonista dal cognome nobile è Antonio Conte. Domenica scorsa il tecnico dei prescritti ha aggiunto, alla già lunga lista di figuracce, un altro pessimo episodio. Solo perchè l’arbitro Maresca ha concesso quattro minuti di recupero nel pareggio con l’Udinese, il “nobile” nerazzurro si è lasciato andare ad una serie di invettive vergognose: “Maresca sei sempre tu” e poi “Maresca sei quello del var“. Nei cinque precedenti con il suddetto arbitro, i prescritti avevano sempre vinto, sempre. Quindi protesta infantile ed immotivata, in una parola miserabile.

Oggi si ricorda proprio la miseria umana dell’Olocausto. Una miseria che ricordiamo ogni anno ma che, purtroppo, non ci serve da insegnamento. In tanti, troppi posti del mondo ci sono ancora persone perseguitate, torturate ed uccise per le proprie idee politiche o per la propria appartenenza religiosa e questo non avviene (solo) in luoghi “arretrati” dell’Africa nera o del “radicalizzato” medio-oriente, ma (anche) in Paesi evoluti e moderni come Israele, Egitto, Turchia, Cina o nelle immagini di centinaia di migliaia di profughi (ovvero di persone) abbandonati al loro destino ed al gelo.

Quindi, onestamente, mi viene quasi da vomitare quando ascolto i nobili propositi di ogni leader europeo (e non) nel ricordare quanto accaduto oltre settant’anni fa, perchè questa apparente nobiltà è in realtà sommersa dall’abbondante miseria umana in cui ancora oggi siamo costretti a vivere.

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