LE STELLE DEL FIRMA MENTO

Molti tifosi “grillini”, seguendo la scia del “capo”, tentano di minimizzare la questione delle presunte (presunte ?) firme false del M5S Palermo, ma la vicenda si arricchisce, ogni giorno, di fatti nuovi. E’ proprio di stamani, infatti, la notizia che parla di una “pentita” che si sarebbe recata spontaneamente dai magistrati per…confessare. Si tratterebbe del deputato regionale del M5S Sicilia Claudia La Rocca che, da quel che si legge, sarebbe nel mirino dello staff (di chi ?) del M5S, insieme ad altri otto colleghi “romani” e non: Riccardo Nuti, all’epoca candidato sindaco, Claudia Mannino, Giulia De Vita, Chiara Di Benedetto, Loredana Lupo, Azzurra Cancelleri, Giampiero Trizzino e Giorgio Ciaccio. Poi c’è anche la “fedelissima” collaboratrice dello staff Ars, Samantha Busalacchi, che nel corso di uno dei servizi de “LeIene” ha prima accettato e poi rifiutato il confronto con il professor Pintagro. (!!!)

Considerando le ultime dichiarazioni di Grillo che avrebbe ammesso che le firme sono state ricopiate, considerando la “confessione” che avrebbe reso la deputata La Rocca e considerando i tantissimi riscontri riportati dalla trasmissione televisiva di Italia Uno, appare abbastanza evidente che, a parte la La Rocca che va comunque lodata per aver rotto il silenzio, tutti gli altri stanno miseramente mentendo o, quanto meno, hanno omesso per anni l’accaduto. Si puo’ minimizzare tutto, i “grillini”, in queste ore, si difendono parlando delle “ruberie dei partiti, della mafia…” etc etc, ma appare evidente che il ragionamento non regge: un reato penale è un reato penale e, nella vicenda in questione, di questo si parla. Anche perchè è un modo di ragionare che ho sempre odiato a cui di solito si appoggiano quelli che non hanno molti argomenti, perchè allora, quando analizziamo trent’anni (almeno) di ruberie e di malefatte dei partiti italiani, è sufficiente tirare fuori un paio di paragoni “planetari” (tipo la fame nel mondo, il terrorismo, il pericolo di una guerra nucleare… fate voi) per annullare ogni effetto catartico dell’argomento che si stava analizzando. Il metodo del “paragone” a chi l’ha fatta più grossa, nel caso specifico, non ha alcuna valenza.

“Onestà” avrebbe voluto che quattro anni fa il M5S Palermo rinunciasse a presentare la lista per manifesta incapacità; “onestà” avrebbe voluto che  già nel 2013 qualcuno fosse andato a raccontare la verità a chi stava indagando; “onestà” avrebbe voluto che si evitassero querele inutili ed insensate verso chi ha sputtanato il tutto; “onestà” avrebbe voluto anche che i “parlamentari della trasparenza” dicessero immediatamente come stavano le cose. Ma l’onestà è una parola o, al massimo, il nome dato ad una “trazzera”.

Grillo continua a perdere del tempo prezioso e non prende quei provvedimenti che, anche lui lo sa, presto o tardi sarà costretto a prendere. Prima capisce che bisogna “smarcarsi” da questi fatti e sospendere tutti i coinvolti, prima il M5S eviterà di impantanarsi in una vicenda dove c’è tutto: il reato, le omissioni, l’insabbiamento ed un numero incalcolabile di bugie. A riveder le stelle… del firma mento.

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1 Commento

  1. Onestà? dovrebbe intervenire anche il portavoce regionale…… e chi è?
    Tanto lavoro ha fatto per sistemare la sorella e adesso? la dovrebbe mandare a casa?
    Ma perchè a Quarto hanno subito deciso? Perchè a Gela hanno subito deciso? E Parma? Allora caro Angioletto ha ragione Pizzarotti!!!!!! nel M5S si usano 800 pesi e 6000 misure!!!!! #allafacciadelbicarbonatodisodio

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