L’ANALISI DEL VUOTO

Alla fine avevano ragione le “sardine”: non si sono “legate”. Forse, però, l’Emilia Romagna è rimasta a Bonaccini proprio grazie alle “sardine”, come hanno fatto a gara a ribadire il segretario del Pd Zingaretti, ma anche lo stesso governatore uscente (ed entrante). Ora però, per evitare che Salvini abbia ragione quando dice che è tutto solamente rinviato, necessiterebbe una vera e propria svolta da parte del partito democratico.

Preso atto che i “cinquestelle”, se non ripartiranno meglio e presto dagli “stati generali” di Marzo, sono pressochè scomparsi, i dem e la “sinistra” tutta dovrebbero meglio connotarsi e distinguersi dalla destra neofascista e xenofoba, in modo tale da poter essere finalmente “votabili”. Un esempio? L’immediata abolizione dei vergognosi “decreti sicurezza” messi in piedi dalla Lega Nord (insieme alla buonanima dei “grillini”) e che stanno devastando la vita di centinaia di migliaia di persone che, all’improvviso, sono passati dallo status di “regolare” a quello di “irregolare”.

A dare una grossa mano a Bonaccini ci ha pensato, però, lo stesso Salvini che, negli ultimi giorni della campagna elettorale, ha alzato troppo il tiro arrivando a compiere gesti da miserabile che, evidentemente, hanno sconcertato anche quegli “indecisi” che stavano per votare la sua candidata alla presidenza della regione emilio-romagnola. Mi riferisco alla “bravata” dell’ex ministro dell’interno che, accompagnato da un gruppetto di “fans” e da un nugolo di telecamere e giornalisti (tutti coraggiosissimi eh!?), ha citofonato ad un libero cittadino (risultato poi minorenne ed incensurato) chiedendogli, con tanto di nome e cognome, se questi era uno spacciatore. L’azione filmata era talmente infame, indegna e miserabile da portare oggi facebook a rimuovere il vergognoso video. Il dettaglio, che non è un dettaglio, è che il cittadino chiamato in causa è un giovane tunisino, mentre in Calabria, dove il centrodestra ha vinto, nessuno ha visto Salvini al citofono di uno ‘ndranghetista… chissà come mai?!

In tutto questo “vuoto”, di contenuti e di umanità, stranamente hanno miseramente fallito i “grillini” che, ancora frastornati dalle dimissioni di Di Maio da capo-politico, hanno visto le loro preferenze attestarsi su percentuali che, più che delle elezioni, ricordano la pressione delle gomme. Dal 2012 ho detto, scritto e fatto ampiamente notare le incongruenze “grilline” dettate, essenzialmente, da gestioni padronali e/o familiari del partito di Grillo. Lo stesso Di Maio ha parlato di “coltellate ricevute dall’interno” che, probabilmente, erano solamente critiche lecite su un operato decisionista e fallimentare portato avanti dall’attuale ministro degli esteri e dai suoi.

Tra “i suoi” c’è certamente la figura di punta siciliana del M5S che, infatti, si è premurato a difendere il lavoro (a suo dire egregio!) di Gigino, da lui tanto stimato, al punto da sostenere che Di Maio ” ha fatto approvare tante battaglie che per noi erano storiche, come ad esempio il reddito di cittadinanza e quota 100“. Quota cosa? Ovviamente il furbo Cancelleri ha omesso la puttanata dal video dell’intervista, ma altrettanto ovviamente io ve lo posto qui, dove la puttanata viene chiaramente ripetuta. Il M5S sta scomparendo e scomparirà, non lasciando quasi nulla dietro di se, se non un infinito senso di vuoto.

A proposito di vuoto, stavolta parliamo di un probabile “vuoto di bilancio”. L’amministrazione comunale nissena, lo ricorderete, aveva fissato un aumento della Tari del 25% che, dopo svariate proteste e rimostranze, è stato ritirato con un sorprendente dietrofront. A parte la legittima soddisfazione da cittadino, per aver evitato una spesa di settanta euro, mi sorgono svariate domande: se proponi un aumento e poi lo ritiri significa che ci hai semplicemente provato? E’ intervenuto qualcuno o qualcosa che ha fatto cambiare idea al Sindaco? Da dove verranno presi i soldi che sarebbero dovuti arrivare dall’aumento? Non è un segnale di caos che fa riflettere sulle reali competenze di questa amministrazione?

Sicuramente è quantomeno singolare che un’amministrazione, conti della città alla mano, decida di tornare indietro su una decisione del genere, ma forse aveva ragione il Sindaco: l’aumento era talmente modesto che il bilancio nisseno può tranquillamente farne a meno.

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