LA STORIA MAESTRA

Buongiorno signora maestra!“. Era il coro che si poteva ascoltare in tutte le aule scolastiche italiane di una quarantina di anni fa o, quanto meno, nelle aule della scuola elementare Santa Flavia di Caltanissetta che frequentavo io. Tutti in piedi a salutare e poi si cominciava a “lavorare”. Ricordo perfettamente come, per noi bambini “strappati” per la prima volta all’amore di mamma, la maestra rappresentasse una sorta di icona, di seconda mamma da seguire in tutto e per tutto. Ecco, dovrebbe essere così con la storia, la nostra storia di uomini su questo pianeta è la più grande e fedele maestra che ogni uomo (o bambino) possa avere.

Secondo me, piano piano, anche chi ha votato o chi oggi elogia Salvini, si ricrederà perchè un conto è confidare su una o l’altra parte politica, un altro è percepire chiaramente che questo governo, nella persona del suo ministro dell’Interno, sta compiendo degli abusi che travalicano nettamente la libertà di espressione e di pensiero garantiti dalla Costituzione. Polizia nelle scuole per censurare presunti insegnati “facinorosi” (??), striscioni di contestazione a Salvini con scritte civilissime fatti rimuovere, dissenso negato nelle piazze (vedi cartelli innocui e cellulari sequestrati dopo sfotto’), Rai totalmente lottizzata come ai tempi di Berlusconi (cancellate tre puntate del programma di Fabio Fazio) ed alleanze pubbliche (e senza vergogna!), con tanto di vangelo, con la peggiore destra estrema europea: i cosiddetti “sovranisti” che, per definizione, sono nemici dell’Italia e anche tra loro (e se no che sovranisti sarebbero?). Quasi cento anni fa il “ventennio” fascista iniziò così, la storia ci insegna che i diritti fondamentali di critica, di pensiero e di libertà di espressione non vanno sfiorati, questo governo li sta letteralmente demolendo.

La storia, dicevamo, ci insegna e delle volte, purtroppo, si ripete. Mi è sembrato di vivere un vero e proprio dèjà vu quando ieri mi sono visto taggato in questa foto dove si intravedeva, nel corso della cerimonia di insediamento del nuovo sindaco di Caltanissetta, l’ex Segretario Generale di fiducia prima del sindaco di centrosinistra Messana e poi di quello di centrodestra Campisi. Lo stesso è stato poi nominato nel suo ruolo presso il Comune di Bagheria (sindaco “grillino”!); correva l’anno 2014, ne scrissi prima quando sentii le voci di tale nomina e poi quando la nomina divenne ufficiale. I miei post da “attivista” di allora diedero parecchio fastidio ma ricordo che il deputato regionale “grillino” nisseno negò di averci messo il naso e parlò di “nomina fiduciaria del sindaco Cinque” (!!!). Ora come allora non ci voglio credere perchè mi suonerebbe parecchio strano che un Segretario Generale possa essere uomo di fiducia prima del Pd, poi di Forza Italia ed ora, nella stessa città, anche del M5S (?). Sarebbe un po’ come ammettere che, all’epoca, il suddetto deputato aveva detto una piccola (grande) bugia. Per chi si fosse distratto il suddetto segretario Generale è lo stesso che, per anni, guidò la mano del Consiglio Comunale contro la telecamera del M5S che registrava le sedute del Consiglio; mi riuscirebbe difficile immaginare che questa amministrazione voglia applicare la trasparenza (con streaming di Consiglio e Commissione) nominando il Segretario Generale che più di tutti ha osteggiato tale operazione verità.

Parlando di storie che si ripetono, non posso non dedicare la parte finale del post al tema calcistico di questi giorni. Finalmente è finita l’epoca Allegri alla Juventus. Lo dico perchè non ho mai nascosto la mia poca simpatia nei confronti del tecnico che non ha mai dato un’identità di gioco alla squadra ed ha vinto solo trofei nazionali che, anche con me in panchina, questa Juve avrebbe vinto. Grazie sì, ma adesso basta. Ovviamente è partito il toto nomi per il sostituto e, come ho già scritto e detto in altre sedi, il mio preferito sarebbe Didier Deschamps. Quelli che proprio non vorrei sono, invece, Sarri o Mourinho ma penso che alla fine, come ci insegna la storia della società più vincente d’Italia, si ripartirà con un allenatore giovane ed emergente che potrà essere forgiato dalla società e potrà crescere insieme alla squadra. La storia ci ricorda Trapattoni, Lippi e Conte: diventati in bianconero straordinari tecnici ma che, prima del loro arrivo a Torino, non avevano mai vinto nulla e nemmeno allenato ad alti livelli. Io mi aspetto Inzaghi o Giampaolo, la storia è maestra.

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