LA CONTROPROVA

Ruvolo è il nuovo sindaco di Caltanissetta: stamani il giuramento e domani la “staffetta” col sindaco uscente Campisi. Anche se il nuovo primo cittadino, e tutti i suoi sostenitori, continuano, affannosamente ma fermamente, a sostenere il concetto di “vittoria civica”, per tutta la stampa nazionale, regionale (ed anche per parte di quella locale) quella di Ruvolo è, di fatto, la vittoria del centrosinistra a Caltanissetta, sì perchè ben undici dei Consiglieri che sosterranno la nuova giunta è composta da vecchie (e nuove) facce dell’Udc e del Pd.

Il partito del Deputato Regionale Miccichè, nei numeri, non esiste più a livello nazionale ma, a Caltanissetta, dove il fascino dello “scudo crociato” ha sempre avuto grande successo, ha toccato percentuali da capogiro (oltre il 16 %!). A seguire il Partito Democratico che, invece, conserva in città un’importante zoccolo duro di preferenze, ma che, è necessario ricordarlo, non ha mai avuto niente “di sinistra” e che è ormai riconosciuto, in maniera quasi unanime, come la nuova Democrazia Cristiana, viste anche le origini del suo giovane segretario nazionale. Pd che, giusto per fare un esempio, ha privatizzato il servizio idrico cittadino durante la decennale amministrazione Messana. Ed allora, forse, il problema sta in quella parola “sinistra” che fa storcere il naso ai “ruvoliani” perchè si potrebbe parlare, tranquillamente, di una nuova giunta di chiaro stampo democristiano. Di civico, certamente, è rimasto ben poco della lunga esperienza del neo sindaco. I partiti nisseni sono dentro ICS (prima) e PER (poi) sin dal 2011 quando, a “sorpresa”, il neo sindaco ci fece trovare, nell’allora Comitato No-Tarsu, alcuni segretari cittadini di vari partiti ed alcuni Consiglieri Comunali (cosi’, giusto per gradire !). L’amore per l’unione a tutti i costi, il mettersi insieme ed il “volemose bene”, quindi, è sempre stata una prerogativa importante per il nuovo sindaco e questa sua attitudine ha finito per farlo tornare all’ovile politico: quell’area di centro(sinistra) da cui proviene. Che importanza ha se l’Udc siciliano ha uno dei suoi massimi esponenti degli ultimi decenni in carcere a causa di una condanna definitiva per favoreggiamento alla mafia o che nel Partito Democratico ne arrestino uno al giorno ? Si festeggia per aver riconsegnato, per l’ennesima volta, la città in mano a chi l’ha distrutta: i partiti locali. Ne avremo, presto, la controprova.

Al caro amico Toto’, che ha commentato il post precedente, devo una risposta: non posso scrivere che “abbiamo sbagliato tutto” perchè, è il mio pensiero, non è così. Abbiamo certamente commesso degli errori, ma non abbiamo sbagliato tutto. Ogni realtà locale ha le sue dinamiche: parlo della città in genere ma anche del nostro moVimento nisseno. Ho scritto, e lo ribadisco, che questa campagna elettorale ci servirà da esperienza (per molti era la prima) e che non esiste una classe dirigente a cui imputare la sconfitta, così come non ce ne sarebbe stata una portata in trionfo qualora le cose fossero andate meglio. Questo è il moVimento 5 stelle ed anche questi sono “pezzi” di quella “riVoluzione culturale” che non passa solo dagli slogan ma dal lavoro quotidiano che, evidentemente (e su questo ti do ragione), non siamo stati sufficientemente bravi a comunicare alla città. Nel moVimento si è “dilettanti” della politica per definizione e consapevolmente, visto e considerato chi sono e cosa fanno i “professionisti”della politica. Se vuoi ti dico anche che io ero per una campagna elettorale più “d’accatto” e meno “morbida”, ma questo lascia il tempo che trova e, come scrivi tu, manca la controprova.

INFORMAZIONE IMPORTANTE: tutte le parole dei post che hanno questo colore sono dei link che vi aprono una pagina internet collegata al discorso del post. Basta andarci sopra con il mouse e cliccarci.

Share Button

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*