IN SICUREZZA

Chissà cos’altro prometterà Renzi da qui al 4 Dicembre: finora gli abbiamo sentito promettere aumenti delle pensioni, quattordicesime estese ai pensionati al minimo, ponte sullo stretto di Messina, cantieri ovunque, completamento della SA-RC, fino ad arrivare a ieri quando, a Caltanissetta, il premier ha promesso lo “sgravio totale per le assunzioni al sud“. Continuando di questo passo credo che il 2 Dicembre (il 3 sarà vietato fare campagna elettorale) verranno annunciati un paio di milioni di nuovi posti di lavoro, grazie al Pil in impennata ed allo spread che scenderà vertiginosamente. Il tutto, evidentemente, avverrà solo ed esclusivamente se vinceranno i “si” al referendum, diversamente, a detta di Renzi e dei suoi “adepti”, sarà catastrofe. Il “problema” è che ormai Renzi governa da qualche anno e se all’inizio il popolo italiano poteva avere fiducia in questo giovane e rampante “nuovo Silvio”, ora, dopo aver visto gli effetti del “Jobs act” e della “buona scuola”, diventa complicato credere alle promesse di un furbacchione che le sta provando tutte pur di “vincere” il referendum. Sì perchè, al di la di quello che si dice e si pensa, appare evidente che questo referendum rappresenta un passaggio politico determinante per il governo. E’ vero che lo stesso Renzi aveva annunciato, in caso di vittoria dei NO, il suo ritiro dalla politica, così com’è vero che lo stesso premier, avendo capito di aver detto una coglionata, è tornato sui suoi passi. Il suo impegno 24h su 24 in questa campagna elettorale dimostra, però, che i fatti e le parole, in quello che dice Renzi, non coincidono mai. Lui stesso sa che, in caso di vittoria del NO, tutta la sua azione politica sarà ridimensionata e la sua credibilità e quella del suo governo andranno a zero. Si tratterebbe di una bocciatura che riguarderebbe in primis la confusionaria riforma ma, a cascata, andrebbe a mettere in discussione, oltre al premier, anche i suoi “discutibili” alleati e le sue belle ma inutili ministre. Renzi sta cercando di mettersi in sicurezza ma comincia a trasparire il timore di perdere e la conseguente insicurezza. 

Per nulla in sicurezza è il nostro territorio siciliano da quando si è deciso di installare il M.U.O.S. a Niscemi. Sono trascorsi diversi anni ma la lotta continua, nonostante mille difficoltà  Ieri solo questo articolo ha accennato alla protesta dei NO MUOS di Caltanissetta che avrebbero voluto “ricordare” al Capo del Governo che esiste una questione M.U.O.S. in Sicilia e che 129 persone verranno processate per aver contestato le antenne da guerra americane. I manifestanti di ieri sono stati tenuti ad una distanza di sicurezza di 300 metri dal premier (?!?!) ed ho saputo stamani che a chi si presentava per entrare al Centro “Michele Abbate” veniva chiesto, dopo i controlli di sicurezza: “Sei del Pd  ?”.  Il Presidente del Consiglio non voleva contestazioni e nemmeno voci contrarie, ha voluto tenere il suo “comizio-show” in sicurezza.

Le antenne da guerra americane, però, sono in funzione. I manifestati NO MUOS sono riusciti, con la forza della “resistenza” a ritardarne l’inizio dell’attività e per questo andrebbero ringraziati da tutto il popolo siculo. In questo momento però si trovano sottoposti ad una pressione giudiziaria molto forte che sembra avere l’obiettivo di mettere a tacere definitivamente le voci che dissentono. Anche per queste ragioni si terrà sabato mattina, a Caltanissetta, un presidio regionale di tutti i NO MUOS siciliani. Si tratta di tutelare la nostra salute, la nostra sicurezza e quel poco di pace che ancora rimane su questo pianeta. A tal proposito vi segnalo il comunicato stampa del Comitato No MUOS Caltanissetta e l’evento facebook relativo al presidio di sabato, perchè è fondamentale essere presenti per dare nuova forza e nuova linfa ad una battaglia assolutamente giusta.

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