IN… COLPEVOLI

Si è concluso Italia5Stelle che ha avuto un buon successo di pubblico ed un’ottimo ritorno mediatico, visto che tutti i telegiornali e molti talk show hanno dedicato spazio all’evento.

Importante il “cambio di strategia” che, alla fine della manifestazione e per quanto leggo sul blog di Grillo, pare riassumersi nella volontà di spingere e portare avanti due obiettivi secchi e tra i più significativi del programma del moVimento: reddito di cittadinanza e decisione sull’euro. Sul primo punto penso che ci sia poco da dire: è necessario ed urgente, vista la situazione del nostro Paese, perennemente sull’orlo di una crisi sociale che potrebbe portare pesanti conseguenze. Sul secondo le opinioni sono discordanti, specialmente sui potenziali effetti negativi che potrebbe avere un’uscita dall’euro. Personalmente sono per “correre il rischio” e provare a fare da soli ma, ovviamente, non sono un economista. Sarà un male ?

Io ho usato il termine “decisione sull’euro” ma, in realtà, si legge di un referendum per “uscire dall’euro”. E’ la stessa cosa ? a me pare di no. Solo qualche mese fa, durante la campagna elettorale,  Beppe parlava di uno strumento, il referendum, per far decidere gli italiani se stare dentro l’euro oppure no; ora mi pare di capire che, sul tema, Grillo si schieri chiaramente per l’uscita immediata dalla moneta europea. Sembra la stessa cosa, la differenza è sottile ma c’è. Comunque sia, anche in questo caso, sono favorevolissimo affinchè si possa votare per decidere su questo (ammesso che si possa fare), perchè le politiche economiche europee ed i tanti, troppi, paletti stanno solamente strangolando lentamente i cittadini incolpevoli.

Un vero peccato non essere potuto andare, deve essere stata una bellissima manifestazione. A tal proposito, devo precisare una cosa scritta nel post precedente: leggendo il programma della tre giorni avevo scritto, come di fatto era riportato, che non era previsto nessun intervento di deputati siciliani del moVimento. Un lettore, che ringrazio, mi ha avvisato, direttamente da Roma, che, a differenza di quanto programmato, vi è stato un intervento di un deputato regionale del moVimento col relativo annuncio dell’imminente “Sfiducia day”.

Nella suddivisione classica tra “garantisti” e “giustizialisti” (ho cambiato completamente argomento), io mi sento “in mezzo” ma, in tutta sincerità, sono più portato al “giustizialismo” che al “garantismo”, specialmente quando l’argomento riguarda qualche politico o qualche potente che ruba o ha rubato soldi pubblici.

Se parliamo, però, di crimini e reati commessi da cittadini comuni, ho capito che, in molti casi, nonostante l’apparente evidenza, non sempre il colpevole conclamato è tale.

E’ storica la “battaglia” del blog sul caso di Alberto Stasi (a cui fu dedicato il primissimo articolo ) ma, a seguire, le prime vere convinzioni personali che non sempre “il colpevole certo” è tale, sono nate in me quando, in una puntata di “Chi l’ha visto?” di qualche tempo fa, ho potuto ascoltare una ricostruzione dei fatti, della strage di Erba, diversa da quella ufficiale e di cui ho già parlato in queste pagine.

Questo per agganciarmi ad un altro caso di colpevolezza clamorosa che, fino a ieri sera, era tale anche per me; mi riferisco al triste naufragio della “Costa Concordia”, di cui tutti conoscete i fatti. Ebbene, se avete visto ieri sera la puntata di “Report” , vi sarete accorti, anche voi, che, molto probabilmente, anche in questo caso, verrà condannata una persona che, se non innocente, dovrebbe essere, quanto meno, in grande compagnia nel concorso di colpa e che è anche un pò vittima di tutto il “sistema”: Schettino. Emergono, nella puntata che vi invito a (ri) vedere, tutta una serie di importanti responsabilità della “Costa” legate a conformità della nave, ai malfunzionamenti dei vari dispositivi ed al bassissimo livello dell’equipaggio (il timoniere era un cameriere fino a 20 giorni prima !). Tutte responsabilità che non riguardano il comandante di una nave. L’unica cosa in cui Schettino non riesce ad essere convincente è il racconto delle modalità con cui sarebbe “scivolato”, involontariamente, in una scialuppa di salvataggio (!!).; ma, come ricordava la Gabanelli, la “Costa” e gli altri impuntati hanno patteggiato, ma non esistono (e non sono esistite) indagini e capi di imputazione relativi a tutte quelle responsabilità non riconducibili a Schettino e che “Report” illustra, come sempre, alla grande.

Nella seconda parte si parla di tutti gli intrecci tra “Fincantieri” e “Costa” nel grosso affare che è stato lo smantellamento del relitto e che, in vari aspetti, chiamano dentro anche il governo.

In questi casi, però, trovato il “colpevole perfetto”, gli altri sono tutti in…colpevoli.

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