IMPARIAMO A DISTINGUERE

Ero quasi certo che il post precedente avrebbe creato degli equivoci. Quando si toccano dei temi così delicati, o sei Camilleri oppure diventa molto difficile esprimere in maniera compiuta e completa il proprio pensiero. Ho notato, per esempio, delle donne che difendono Asia Argento in quanto donna e che, di conseguenza, sono portate a pensare che io (uomo) non credo al racconto dell’attrice in quanto uomo: non è così. Non credere al racconto di una persona, per i motivi più disparati, prescinde dal sesso della stessa, almeno per il mio modo di pensare. Ma non solo per il mio evidentemente, visto che ho ascoltato tante donne che la pensano come me. Io esprimo la mia opinione, il sessismo e la violenza sono altro. Impariamo a distinguere.

A proposito di “posizioni difficili”, come tutti sapete, gestisco alcune pagine su Facebook e tra queste ce n’era una a difesa di Cesare Battisti. Dopo tre o quattro “chiusure” da parte di Facebook, puntualmente annullate dallo stesso social network, la pagina mi è stata definitivamente eliminata ed il mio account personale bloccato per 24 ore. Anche se comprendo che la mia idea sul caso Battisti non è facilmente condivisibile, è comunque un’opinione argomenta e supportata da alcuni elementi certi e quindi cancellare una pagina non risolve il problema e, soprattutto, non elimina un punto di vista che era condiviso da oltre 1.200 persone. L’incazzo aumenta se poi ci si trova di fronte a pagine come questa, certamente plurisegnalata ma, come vedete, ancora ben presente. Evidente Mark Zuckerberg ha imparato a distinguere le idee che gli piacciono da quelle che non gli piacciono.

E sempre in tema di “distinzioni” e dovute differenze tra le cose, i fatti e le idee, volevo chiudere con una nota di colore. Parlo di politica italiana e della recentissima approvazione del cosiddetto “Rosatellum 2.0”. Si è parlato di “fascismo” e “fascistellum” e spesso chi lo ha fatto, probabilmente, non conosce la storia d’Italia neanche a grandi linee. La cosa più divertente però è quello che è successo dopo la decisione del Presidente del Senato Grasso di abbandonare il gruppo parlamentare del Pd: dopo tanti anni di insulti di ogni genere nei confronti di Grasso, all’improvviso i “grillini” cambiano idea sullo stesso e chiedono a Mattarella di tenere conto del gesto, modificando completamente prospettiva ed opinione sull’uomo e sull’istituzione rappresentata. Che Grasso sia una persona per bene, credibile e rispettabile nessuno lo aveva mai messo in dubbio, nessuno a parte i “grillini” che ora, paradossalmente, quasi lo difendono. Amici lettori impariamo a distinguere la politica dal teatro perchè in questo campo Grillo, si sa, è tra i migliori.

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