IL MENO PEGGIO

Nell’ultimo post mi ero occupato del festival di Sanremo, anche perchè la politica, e la campagna elettorale in particolare, sono diventate di un noioso e di un ripetitivo estremo. Può darsi si tratti solamente di una “saturazione personale”, ma da quello che leggo e sento in giro, l’80% delle persone non vuole neanche andare a votare o, in alternativa, vuole votare per i “grillini” ma giusto perchè non sa a chi indirizzare la propria preferenza e sceglie “il meno peggio”. Io non so se i “grillini” siano il peggio, certamente non sono i “meno peggio” e ve lo dice uno che li conosce benissimo e che ha riscontrato, e continua a riscontrare, tantissime incongruenze. Anche il capocomico ha ammesso che è finita l’epoca dei “Vaffa…” e questa è una certificazione ufficiale del fatto che il partito di Grillo è ormai un conoscente (nemmeno un lontano parente) del movimento che si pensava stesse nascendo nel 2007.

Il resto del panorama è disarmate: nel centro-destra sono talmente scarsi ed incapaci che quello che “spicca” è un vecchio puttaniere pregiudicato ultraottantenne. Salvini e la Meloni sono un insieme di slogan razzisti e di promesse irrealizzabili. Il centro-sinistra è, nei fatti, il solo Pd perchè poi, come al solito, esistono un’infinità di “costole” più o meno grandi che si dichiarano in opposizione al partito di Renzi. Tra questi “Liberi e Uguali” che ho seguito, se non altro, perchè le mie idee stanno sempre a sinistra del Pd, ma che non mi ha convinto. Un programma per niente eccezionale, un insieme di ex Pd mischiati a Vendola & C. ed un leader, Grasso, ottima persona certamente di livello, ma come magistrato. Come leader politico non mi convince, non mi emoziona e, non so perchè, mi pare di sforzi un po’ nel dire “qualcosa di sinistra”. Poi c’è Emma Bonino coi soliti radicali che stanno un po’ a destra ed un po’ a sinistra e che si ripresentano sempre con le stesse posizioni imperialiste ed europeiste che, nella realtà, trovano solamente riscontri negativi, quindi anche loro invotabili.

Così mi ero convinto a non recarmi alle urne, ma poi…poi ho scoperto un nuovo partito e ne ho letto il programma. Per settimane sono stato combattuto ed alla fine credo di aver deciso che voterò per “Potere al Popolo”. Il mio è un po’ un voto “di protesta” ed un po’ un voto che, in maniera abbastanza convinta, mi spinge a dare la preferenza a quelle che sono, effettivamente, le mie idee e la mia visione del mondo. L’unica cosa che mi aveva lasciato un po’ perplesso era la questione legata all’abolizione del 41-bis, ma poi andando a leggere nel dettaglio la parte del programma che riguarda questa proposta, ho capito che viene fatto un discorso molto più ampio dove si punta a sconvincere la mafia, essenzialmente, da un punto di vista culturale (unica vera soluzione) e che si inserisce in un ragionamento che riguarda anche gli innumerevoli abusi di potere perpetrati dalle forze dell’ordine e/o da certi magistrati all’interno delle carceri italiane. L’obiettivo del 3% è raggiungibile ma ho la sensazione che i voti saranno parecchi di più.

Previsione sugli scenari di governo: ci ritroveremo un Gentiloni bis sostenuto da Renzi e Berlusconi e, paragonando questo scenario a quello di un governo Salvini o Di Maio, direi che forse il “meno peggio” è proprio Gentiloni.

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