GUSTI ED OPINIONI

Sperando di non prendere anche io una querela da Giorgia Meloni che, come saprete, ha querelato il vignettista Vauro, reo di non averle espresso la propria solidarietà per gli insulti ricevuti dal Professor Gozzini e di aver motivato il tutto definendo il partito della stessa Meloni un “partito che ha cavalcato la xenofobia, un partito razzista e violento“, volevo esprimere la mia di solidarietà al bravo vignettista.

Inoltre volevo esprimere anche la mia opinione personale che, proprio come quella di Vauro, pare sia ancora consentito fare in un Paese che si definisce democratico. Probabilmente la politica romana, amante della famiglia tradizionale e della “patria”, è rimasta un po’ nel “ventennio” a cui fa riferimento il suo partito; in quel periodo, anche solo per una battuta sul duce, venivi direttamente manganellato ed arrestato, ora non più.

Siamo nel 2021, le coppie omosessuali possono sposarsi, Achille Laura può andare a Sanremo e si possono fare battute e vignette su qualsiasi politico del presente e del passato. Sono certo che il Giudice a cui arriverà la querela della Meloni si farà una fragorosa risata, visto che è sotto gli occhi di tutti che “Fratelli d’Italia” ha realmente cavalcato la paura verso il diverso (specificatamente verso le persone di colore che arrivano sui barconi della disperazione), che ha singolari amicizie e che, in conseguenza di tutto ciò, è naturale e normale che si possa avere l’opinione personale che lo stesso partito sia, appunto, un partito un tantino razzista o che, quanto meno, possa incitare, indirettamente, al razzismo. Razzismo di cui oggi si parla troppo poco, ma che viviamo in innumerevoli episodi quotidiani.

Due parole, ma proprio due, sul festival di Sanremo che, normalmente, sono abituato a seguire quasi sempre. Ieri sera, prima serata, l’ho potuto fare poco perchè impegnato a spingere la mia Juve nel turno infrasettimanale di campionato, ma le prossime serate, a parte il venerdì dedicato a Propaganda Live, conto di farlo, anche perchè non vedo l’ora di poter ascoltare, per la prima volta nella storia di Sanremo, due brani di Giovanni Lindo Ferretti. A proporli saranno i Maneskin, che mi piacciono molto a prescindere, e Max Gazzè che, con l’occasione, guadagnerà parecchi punti nel mio gradimento personale, visto che ne ha sempre avuti pochini. Oh, so’ gusti!

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