GRAZIE… DI NIENTE

Anni fa il governo Crocetta, nella sua fase iniziale, sembrava veramente “rivoluzionario”. L’allora governatore siculo aveva creato una sorta di “alleanza” coi “grillini”, era il tempo del cosiddetto “Modello Sicilia”. I cinquestelle votarono un provvedimento “rivoluzionario”, ma era solamente un bluff. Venivano abolite le province (con tutte le loro competenze) e venivano create delle “scatole vuote (i liberi consorzi) che, ancora oggi, non si capisce a cosa servano. Purtroppo però quando si vota qualcosa per fare propaganda con frasi ad effetto (“l’abolizione delle province era nel nostro programma”, “non importa chi propone qualcosa, se è giusta la votiamo“… etc. etc.) poi se ne subiscono le conseguenza. Un po’ quello che accade oggi col governo nazionale, che ama dare nomi ad effetto alle sue leggi-vergogna, anche allora i “grillini” siciliani si presero questa responsabilità politica e se oggi le scuole e gli uffici pubblici di Caltanissetta e provincia sono senza luce, acqua e gas, dobbiamo ringraziare certamente Crocetta, il suo “modello Sicilia” ma anche Cancelleri & C.

La scuola dovrebbe essere la base di ogni Paese civile. La conoscenza per giovani (e non) dovrebbe essere il punto di partenza, ciò da cui ogni Stato non dovrebbe prescindere, mai. Invece ecco che ci ritroviamo col grosso rischio che lunedì 7 Gennaio le scuole della provincia nissena rimangano tristemente chiuse. Sì perchè, al momento, il problema riguarda solo Caltanissetta e provincia, ma ovviamente nei prossimi mesi le successive scadenze di pagamento riguarderanno l’intera isola. Chi ci governa punta a questo: un popolo ignorante è facilmente raggirabile con frasi e slogan ed in questo (purtroppo solo in questo) al momento ci sono dei professionisti, bravi a far passare una realtà differente dal vero, proprio grazie al basso livello culturale degli aventi diritto al voto. Grazie… di niente.

Altro tema di queste ore è quello relativo alla protesta di alcuni sindaci che ritengono, giustamente, il decreto Salvini (impunemente chiamato “sicurezza”, C.V.D.), fortemente incostituzionale e quindi si rifiutano di applicarlo. In testa ai primi cittadini “disobbedienti” (ricordando il disobbediente per eccellenza Mimmo Lucano) c’è Leoluca Orlando: personaggio certamente controverso e politico navigato, ma stavolta ha ragione, pienamente ragione e sono convinto che la Corte Costituzionale boccerà un decreto che va contro i principi base della nostra Carta e che Mattarella non avrebbe dovuto firmare.

E così ieri, alle 14.30, ho deciso di scrivere un’esortazione al primo cittadino di Caltanissetta, taggando la sua pagina su facebook, e dopo qualche ora (sicuramente una casualità) Giovanni Ruvolo ha scritto questo post. Ruvolo scrive: “…Valuteremo, come primo passo, l’opportunità di mettere per iscritto le motivazioni del diniego all’iscrizione all’anagrafe che scaturiscono dall’applicazione dell’articolo 13 del decreto Sicurezza. In questo modo i richiedenti asilo avranno la possibilità di sollevare la questione costituzionale nell’ambito di eventuali ricorsi al giudice ordinario.”.

Quindi il sindaco nisseno applicherà il decreto, solo che metterà per iscritto le ragioni del diniego dell’iscrizione all’anagrafe. Questa sarebbe la “disobbedienza” di Ruvolo al decreto Salvini? Dopo la sontuosa premessa sui diritti di tutti e sulla Costituzione, che delinea una posizione netta, di fatto, l’intervento del primo cittadino contro il decreto si traduce in un nulla o quasi. Se Ruvolo, in questi anni, avesse tradotto in fatti tutti i buoni propositi che espone benissimo, vivremmo in una città diversa, ma la sua politica dell’eterno compromesso, purtroppo, produce zero risultati che, anche in città, stanno dando voce alla più becera politica razzista e ignorante. Grazie… di niente.

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