GOLPE E COLPE

Era da più di due anni che non si sentiva parlare di un vecchietto, che di anni ne ha quasi sessantatrè  e che è costretto a vivere in esilio a causa di alcune colpe riguardanti il contesto “sessantottino”, dove i “terroristi” sarebbero potuti diventare “partigiani” qualora fossero riusciti nel loro intendo. Quella di Cesare Battisti è ormai diventata una questione di principio: delle sue presunte vittime e del fatto di dover far “trionfare la giustizia”, in realtà, non è mai fregato a nessuno; i vari Ministri, che in questi anni si sono succeduti, hanno sostenuto e sostengono di voler far rientrare Battisti per “mandarlo in galera”, ma è solo un fatto strumentale, per guadagnare qualche voto in vista delle prossime elezioni. D’altronde il Ministro Alfano ha detto chiaramente che non si deve votare lo “ius soli” prima delle elezioni politiche e quindi appare implicito che, così come non si fa qualcosa col rischio di perdere consensi, se ne fa un’altra che invece porterebbe certamente tanti apprezzamenti, da destra e da sinistra. Per chi volesse approfondire la posizione del blog sul “caso battisti”, consiglio la lettura di questo post del Novembre 2009 e di quest’altro datato Giugno 20011, oltre alla pagina facebook “Cesare Battisti Libero”.

Da quando ho scritto la traccia del post ad oggi sono passati pochi giorni, ma l’evoluzione dei fatti in Catalogna è talmente veloce che ho quasi la sensazione di essere arrivato in ritardo sull’argomento. In realtà non è così, perchè pare che proprio la giornata odierna sia quanto mai importante e decisiva. Per quanto riguarda la vicenda in sè, ho espresso la mia opinione in un post “pubblico” di facebook, perchè ritengo che, in uno Stato di Diritto, se un organo costituzionale boccia un referendum, imporlo è un atto illegale ed antidemocratico. Di contro il governo spagnolo ha sbagliato tutto, mandando la polizia e facendo picchiare degli inermi cittadini: se il referendum non era valido, non lo sarebbe stato nemmeno dopo il suo pacifico (ed inutile) svolgimento. Paradossalmente l’intervento della polizia ha ottenuto l’effetto opposto, dando una sorta di “valenza” al voto che diversamente non avrebbe avuto. Ora Madrid parla addirittura di “golpe” e si teme che la situazione possa esplodere.

“Golpe” è un termine che i politici italiani, di tanto in tanto, utilizzano per stigmatizzare qualcosa di estremamente grave e che va contro… la loro opinione (!!). Per definizione, infatti, il “golpe” (o colpo di stato) “Consiste nel rovesciamento in maniera illegale, palese e, spesso, violenta, del potere costituito, al fine di causare un mutamento di regime“. Spesso, per non dire sempre, i nostri rappresentanti utilizzano il termine in maniera assolutamente impropria e l’ultimo, in ordine di tempo, è stato l’Onorevole Di Battista che ha aggiunto un aggettivo che rende ancora più ridicolo il concetto espresso, rendendolo quasi un’ossimoro: “Golpe istituzionale”. “Dibba”, come spesso capita anche a molti suoi colleghi di partito, dimentica che l’Italia è una Repubblica parlamentare dove i partiti eletti in rappresentanza dei cittadini fanno le leggi, compresa la legge elettorale. Dimentica che le leggi si fanno anche grazie agli accordi tra i partiti eletti e che quello che lui maldestramente chiama “Colpo di stato istituzionale” non è altro che la normale procedura legislativa prevista dalla Costituzione Italiana, la stessa Costituzione per la quale i “grillini” hanno inscenato battaglie “epiche”.  Non fatevi prendere in giro.

Ricapitolando: Cesare Battisti voleva fare il golpe ma ormai sono rimaste poche le sue colpe, mentre nella questione catalana non ci sarà nessun golpe ma restano le gravi colpe dei rispettivi governi. E Di Battista? Il buon Alessandro non ha delle vere colpe se non quella di non conoscere il significato della parola golpe.

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