FERMO RESTANDO

E’ormai ufficioso, quasi ufficiale, che il lockdown nazionale verrà prorogato ulteriormente fino al 3 Maggio prossimo. Premetto, prima di esprimere le mie riflessioni in questo post, che a parlare sono probabilmente lo sclero, la stanchezza psicologica e le preoccupazioni di questo periodo di merda, ma che quelle che leggerete sono comunque riflessioni da “ignorante” che penso di poter condividere anche a prescindere dalla situazione di “arresto domiciliare” a cui tutti siamo sottoposti in questo momento.

Parto da un commento facebook di un caro (e vecchio) amico, che vi riporto integralmente: “Abbiamo un paese in quarantena a casa che odia chiunque vede per strada mentre i focolai sono sempre lì a continuare a produrre contagiati…” Seguo ogni giorno le conferenze stampa trasmesse dagli speciali di Mentana e, dopo oltre un mese di stop di tutto o quasi, il trend è sempre lo stesso: focolai che continuano a contagiare ed ammazzare persone sempre negli stessi posti mentre, fortunatamente, nel nostro tanto vituperato sud la situazione sembra abbastanza sotto controllo.

Si era rappresentata la fuga dal nord verso il sud che avrebbe dovuto devastare il mezzogiorno; abbiamo visto sindaci-ducetti atteggiarsi a salvatori della patria ma, ribadisco, grazie al cielo, la situazione al sud, e più precisamente nella mia Sicilia, è abbastanza confortante rispetto a quello che vediamo in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Val d’Aosta.

Dopo oltre un mese di blocco dell’Italia intera e con una situazione molto più chiara, non sarebbe il caso di fare dei distinguo da regione a regione? In Sicilia, per esempio, fermo restando il divieto di lasciare il proprio comune di residenza (e quindi la propria regione), fermo restando l’utilizzo di guanti e mascherine, fermo restando la distanza di sicurezza tra persone, fermo restando i divieti di assembramento e tutto quanto altro necessario per prevenire il contagio, mi pare sia giunto il momento di cominciare ad allentare la presa. Quanto meno permettendo alle persone di uscire di casa, di andare a lavorare, di passeggiare e di tornare lentamente ad incontrarsi. Potrebbero riaprire i negozi, magari non i bar ok, ma le attività lavorative che qua da noi, a differenza del nord, erano già in sofferenza prima del covid-19; utilizzando tutti gli strumenti necessari per stare in sicurezza, ma permettendoci di ricominciare perchè restando fermi, ancora fermi, rischiamo di affondare definitivamente.

L’ultima riflessione è una domanda che mi pongo da qualche giorno: sei il covid-19 avesse colpito maggiormente il sud rispetto al nord si sarebbe comunque fermato l’intero Paese? Se oggi avessimo 30.000 contagiati in Sicilia e 1500 in Lombardia il lockdown sarebbe ancora nazionale? Nutro qualche dubbio ed immagino i vari governatori delle regioni nordiche che blatererebbero di tutto e che, com’è successo negli ultimi anni, penserebbero solo al loro orticello ed alla loro amata “Padania”. Buona fortuna!

Share Button

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*