EQUIVOCI

Spesso si vive sugli equivoci. Prendiamo la polemica sul logo che il Comune nisseno avrebbe negato al Teatro Stabile Nisseno. L’amministrazione, in data 3 Novembre, fa sapere tramite una nota che “nessuna autorizzazione è stata rilasciata in tal senso“. Quasi immediatamente, il giorno dopo, arriva la replica di Massimo Pastorello che scrive una pesante lettera aperta al Sindaco Ruvolo, criticandone la scelta ma anche il metodo. Giunge infine il “chiarimento” dell’Amministrazione, che parla di “equivoco” ma che a mio avviso chiarisce poco o nulla. Sicuramente il patrocinio di un Comune non può essere concesso verbalmente. Se è andata così ha sbagliato chi non ha richiesto una “carta scritta” ma anche chi ha concesso verbalmente l’utilizzo del logo.

A proposito di equivoci più o meno volontari, ne circola uno che invece è voluto. Spesso mi capita di leggere, su facebook, i sostenitori del “si” al referendum costituzionale che provano a prendere in giro qualcuno che ha appena scritto: “Renzi non è stato eletto da nessuno” e si comincia così a giocare sull’equivoco cercando di mettere in difficoltà l’interlocutore. Dove sta l’equivoco ? Sta nel fatto che, esprimendosi male, chi scrive che “Renzi non è stato eletto da nessuno” sa benissimo che, in Italia, il Capo del governo non viene eletto direttamente. E’ evidente, però, che, fin dai primi anni ’90, con l’avvento del “maggioritario”, le cosidette “coalizioni” hanno sempre annunciato in anticipo il nome dell’eventuale premier incaricato: il Pdl con Berlusconi e l’Ulivo con Prodi, giusto per capirci. Renzi, invece, a parte in Toscana, non è mai stato messo alla prova del voto degli italiani, ne come semplice deputato, ne tanto meno come leader di una coalizione e quindi premier in pectore. Alle ultime elezioni, per ulteriore chiarimento ai finti equivocanti, il “centrosinistra” si è presentato con Bersani leader: avesse vinto pienamente le elezioni (con maggioranze alla Camera ed al Senato) il Capo del governo sarebbe stato Bersani…e non Renzi. Quindi, se è vero com’è vero che in Italia il premier non si elegge direttamente, è altrettanto vero che Renzi non si è mai sottoposto al voto degli italiani e guida il governo solo perchè ha “scalato” il partito democratico. Questo è indiscutibile e non è suscettibile di alcun stupido equivoco. Colgo l’occasione, a scanso di equivoci, per invitarvi a cliccare qui per leggere le modifiche alla Costituzione che andremo a votare il prossimo 4 Dicembre. La riforma, ovviamente, va respinta con forza.

Pochissimi equivoci, direi nessuno, ci sono ormai nella ridicola vicenda delle “firme false” raccolte a Palermo dal M5S nel 2012. Lunedì scorso è andato in onda l’ultimo aggiornamento che rimette insieme tutto, aggiungendo nel calderone dei presunti “errori” anche quello del vicequestore aggiunto della Digos di Palermo che, dalla ricostruzione fatta da “leIene”, sembra essere parente di un candidato dei “cinquestelle” di allora, oltre che “amico” su facebook di qualche deputato. Guardate voi stessi cosa succede, cliccando qui e noterete, tra le altre cose, anche l’eccessiva confidenza di Grillo col suddetto poliziotto. Al questo punto (ci sarebbero i primi indagati), vanno fatte alcune considerazioni:

1) diversi protagonisti della vicenda sono oggi deputati regionali o nazionali e, pur essendo a conoscenza dei fatti avvenuti nel 2012, non hanno dimostrato grande onestà intellettuale nel tenere tutto per se;

2) alle ultime elezioni politiche, per essere candidati nel M5S, dovevi essere già stato candidato in precedenza; ne consegue che, se le firme sono state “ricopiate”, la lista del M5S per le comunali palermitane del 2012 non era valida e, quindi, molti parlamentari del capoluogo siciliano non avrebbero avuto la possibilità di candidarsi alle successive politiche. Per usare la loro stessa terminologia, si può tranquillamente affermare che, sulla base di quelle che erano le regole del M5S nel 2012, sono stati eletti in maniera illegittima.

3) nella logica del M5S Grillo dovrebbe sospendere i protagonisti della vicenda, ma conoscendo il “cameratismo” dei “grillini” vedrete che l’ex comico cercherà di non dare risalto alla cosa anche se stavolta, essendoci un’indagine della magistratura, non sarà semplice farlo.

Quando delle firme vengono disconosciute dai diretti interessati e degli esperti grafologi dimostrano che sono chiaramente false, cosa c’è ancora da negare ? La questione è, come sempre, squisitamente politica: i “paladini dell’onestà” possono aver sbagliato ? certo che si, ma se non hanno avuto l’onestà intellettuale di dirlo allora, abbiano almeno il coraggio di farlo adesso, perchè la vicenda, senza equivoci, è assolutamente chiara a tutti. La questione è politica al 100% anche perchè coinvolge alcuni rappresentanti “5stelle” eletti nel parlamento siciliano ed i quello nazionale che, ripeto a scanso di equivoci, dovrebbero essere immediatamente rimossi da Grillo.

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