DUBBI, PERPLESSITA’ E CERTEZZE

Avevo da settimane una bozza di post: volevo parlare dell’attenzione della stampa italiana nei confronti della leadership del Presidente del Senato Grasso, di Trump e di quello che ha combinato in terra palestinese con le sue decisioni e, perchè no, anche della mancata approvazione della legge sullo “ius soli”, fatta fallire per volontà politica di tutti, Pd compreso.  Ma invece dall’ultimo post, datato 19 Novembre, sono passati i giorni, le settimane e poi addirittura oltre un mese.

Però mi seccava non scrivere prima della fine dell’anno e quindi sono arrivato proprio all’ultimo giorno utile. E’ stato un anno politicamente confuso e convulso che si è concluso con lo scioglimento delle camere da parte di Mattarella, la data per le nuove e elezioni e Di Maio che, in queste ultime ore del 2017, sciorina concetti politici imbarazzanti come quello relativo alle alleanze.

Dando per buono che per i grillini “destra e sinistra” non esistono più, qui si parla di programmi e punti di vista diametralmente opposti tra la Lega e LeU, eppure Gigino sostiene che il M5S deciderà dopo il voto se andare con i razzisti, liberisti e fascisti di Salvini o se, invece, stare con gli antirazzisti, i “socialisti” e gli antifasciti di Grasso. E’ come decidere, dopo una cena a tre, se passare la notte con Selen o con Rocco Siffredi. Se pensiamo che Di Maio rappresenta la “punta di diamante”, quindi il meglio, che i cinquestelle possano offrire al Paese, comprendiamo quanto la situazione sia critica ed ormai al limite dall’essere recuperata: siamo al baratro, ammettiamolo e sarà un bene per tutti averne la consapevolezza.

Un accenno all’anno calcistico che ci serve anche per dimenticare i problemi: nel 2017 la squadra che ha fatto più punti di tutti è  stata il Napoli di Maurizio Sarri. Questo straordinario record, però, non ha portato alcun trofeo ai partenopei che proprio in queste ore festeggiano il titolo d’inverno. Abbiamo visto la capolista Inter durare quanto un’illusione ottica, ora abbiamo i tifosi del Napoli che sognano il miracolo di San Gennaro, la solita gradevole storia che potrebbe far cambiare ancora una volta il significato del “5 Maggio”: da poesia del Manzoni ad incubo nerazzurro,  ora si rischia una strappalacrime sceneggiata napoletana. Staremo a vedere ma rimango convinto che la rosa della Juventus sia ancora nettamente superiore agli altri e che quindi, alla fine, quello dei partenopei rimarrà l’ennesimo sogno.

Ma voglio concludere con i canonici (quanto inutili) auguri di buon anno. Non voglio augurarvi però le solite cazzate, ma voglio semplicemente auspicare un ritorno dell’umanità nell’umanità.

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