DOMANDE SENZA RISPOSTA.

Da quando Roberto Gambino è stato eletto sindaco di Caltanissetta, ho dedicato solamente quattro post del blog, alla nuova amministrazione. Due post per parlare dello sconsiderato invio di “cartelle pazze” di Imu e due per raccontare le avventure del sindaco sul tema rifiuti.

Ma come si fa ad ignorare quello che sta combinando l’amministrazione “grillina”? Ora il primo cittadino, in maniera inspiegabile, ha indetto un “incontro coi cittadini” dove invita “tutta la cittadinanza”. Voi direte: lo avrà organizzato allo stadio! No, l’incontro si svolgerà presso il centro polivalente “M. Abbate” dove, sicuramente, “tutta la cittadinanza” non può entrare. Cosa deve spiegare ai cittadini? O forse ha intenzione di prestare soldi propri a chi non riuscirà a pagare? Ogni ipotesi, anche la più assurda, sembra plausibile.

Perchè Gambino, anzichè organizzare incontri per i suoi “ultrà”, non risponde alle forze politiche che chiedono chiarimenti? Perchè non spiega tutto anche a mezzo stampa? Magari cominciando col chiedere scusa ai nisseni per le sue recenti dichiarazioni. La strategia del sindaco è quella di riempire il centro polivalente “M. Abbate” di “grillini” che lo applaudiranno dimostrando così, a suo modo, che “la città” è con lui ed ha capito?

Domande senza risposta, come sono soliti fare i “grillini” e non certo da ora. Non è neanche trascorso un anno dall’elezione della nuova amministrazione e già i nisseni stanno imparando a capire con chi hanno a che fare: selfie, chiacchiere e populismo che, nella realtà, diventano aumento delle tasse e cafonaggine mediatica.

Ormai l’onestà intellettuale dei “grllini”, a tutti i livelli, lascia molto a desiderare. A Palermo, per esempio, si è conclusa una vicenda che ha del ridicolo e che riguarda la storia delle “firme false” che ha coinvolto l’allora candidato sindaco del capoluogo siciliano Nuti e tanti altri “bravi attivisti” a me molto noti. La vicenda si è conclusa con la condanna di 12 “grillini” che, a detta del giudice monocratico, hanno ricopiato (e quindi falsificato) le firme per la presentazione della lista. In questo caso però, mentre molti si avvalevano della facoltà di non rispondere, c’è stata una “pentita” che ha collaborato con gli inquirenti ottenendo così uno sconto di pena. Meno male che le pene sono state tutte sospese e che nessuno di questi “bravi ragazzi” andrà in galera, altrimenti si sarebbe passati dal “riveder le stelle” a “riveder le celle”.

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