DELLE DUE, L’URNA

Stavolta il M5S puntava decisamente a vincere, tutto il partito si è speso al massimo per far diventare Cancelleri presidente ed il primo fatto importante da sottolineare è che, per la seconda volta, la missione è miseramente fallita. Una campagna elettorale, quella dei 5stelle, fatta di promesse irrealizzabili e proposte improponibili che, in un territorio afflitto da fame ed ignoranza, ha comunque attecchito molto bene. Nonostante questo però Cancelleri ha perso e, al di la delle considerazioni poco eleganti fatte nei confronti del vincitore, è chiaro che i siciliani non lo ritengono all’altezza di governare la regione, punto.

Una delle battaglie più importanti del M5S è quella contro i “politici di professione” ed infatti, se nulla è cambiato, ogni attivista/candidato può essere eletto solo due volte. Sono ben 20 i deputati eletti nel partito di Grillo: Giampiero Trizzino, Salvatore Siragusa, Luigi Sunseri, Roberta Schillaci, Matteo Mangiacavallo, Giovanni Di Caro, Stefania Campo, Nuccio Di Paola, Angela Foti, Gianina Ciancio, Francesco Cappello, Jose Marano, Elena Pagana, Valentina Zafarana, Antonino De Luca, Stefano Zito, Giorgio Pasqua, Sergio Tancredi, Valentina Palmeri e Giancarlo Cancelleri. Ben 11, quelli che leggete in grassetto, sono eletti confermati e quindi al loro ultimo mandato a 5stelle. Sarà mantenuta almeno questa regola basilare? Lo scopriremo nei prossimi anni. Un ultimo dato interessante che riguarda Grillo ed i suoi è che, nei comuni amministrati dai 5stelle, Cancelleri ha perso: a Bagheria (Cancelleri 27%, Musumeci 53%). a Favara (Cancelleri 32%, Musumeci 37%) e Gela: Cancelleri 25%, Musumeci 52%). Che significa? Che evidentemente i siciliani che stanno provando i grillini “al governo” non ne stanno traendo nulla di positivo.

Altro pesante sconfitto di questa tornata elettorale è certamente il Pd di Renzi e dei suoi seguaci siculi. Uno di questi, il coordinatore regionale Faraone, subito dopo aver appreso della batosta, con lo stile (di merda) che gli è consueto, non ha pensato di meglio da fare che scagliarsi contro il presidente del Senato Grasso, reo a suo dire, di non aver avuto il coraggio di accettare la candidatura che il partito gli aveva offerto. Al di la del fatto che uno come Faraone, prima di nominare Grasso, dovrebbe chiedere il permesso, mi sono subito chiesto quali fossero gli atti di coraggio realizzati da Faraone nella sua vita politica. Arrogante e presuntuoso, scimmiotta Renzi “alla siciliana” e, visti i risultati del suo partito in terra sicula, dovrebbe avere solo la decenza di togliersi dalle palle per manifesta incapacità, Da lui ci si attende, da anni, che prenda la situazione in mano e, da “giovane” della politica, si candidi in prima persona alla presidenza dell’isola ma anche lui (come Grasso?) non ha il coraggio di farlo. Vile e puerile.

Ultimo argomento, impossibile non citarlo, è il ritiro di Di Maio dal duello televisivo con Renzi. Il giovane diplomato, candidato premier per il M5S, aveva infatti sfidato il segretario del Pd ma, subito dopo aver appreso i risultati delle elezioni siciliane, ha annullato tutto adducendo motivazioni che sfiorano il comico:. Di Maio ed i suoi sostengono che Renzi, dopo il fallimento in Sicilia, è un segretario delegittimato e non è più il candidato premier del Pd. Siamo al grottesco: i 5stelle sono riusciti, con questa mossa, a rinvigorire Renzi ed a fornirgli degli importanti argomenti. Annullare un confronto dopo averlo richiesto, pretendendo di decidere anche chi sono o non sono i leader degli altri partiti, è semplicemente un comportamento da analfabeta della politica (e non solo).

Per completezza di informazione, trovate sotto i nomi degli altri 50 eletti all’Ars:

Forza Italia, 14 seggi: Giuseppe Milazzo, Riccardo Savona, Marianna Caronia, Riccardo Gallo Afflitto, Orazio Ragusa, Michele Mancuso,  Marco Falcone, Alfio Papale, Luigi Genovese, Tommaso Calderone, Rossana Cannata, Stefano Pellegrino, Gianfranco Miccichè, Bernadette Grasso.

Fratelli d’Italia-Noi con Salvini, 4 seggi: Tony Rizzotto, Gaetano Galvagno, Antonio Catalfamo, Elvira Amata.

#DiventeràBellissima, 4 seggi:  Alessandro Aricò, Giorgio Assenza, Giuseppe Zitelli, Giuseppe Galluzzo.

Popolari e autonomisti-Idea Sicilia,  7 seggi: Toto Cordaro, Roberto Lagalla, Carmelo Pullara, Pippo Compagnone, Pippo Gennuso, Roberto Di Mauro, Giusy Savarino.

Udc, 6  seggi: Vincenzo Figuccia, Margherita La Rocca Ruvolo, Giovanni Bulla, Cateno De Luca, Eleonora Lo Curto, Girolamo Turano.

Pd, 11 seggi: Giuseppe Lupo, Antonello Cracolici, Michele Catanzaro, Nello Dipasquale, Giuseppe Arancio, Luca Sammartino,  Anthony Barbagallo, Luisa Lantieri, Franco De Domenico, Giovanni Cafeo, Baldo Gucciardi.

Sicilia Futura, 2 seggi: Nicola D’Agostino, Edy Tamajo.

I cento passi, 1 seggio: Claudio Fava.

Nello Musumeci Presidente eletto.

 

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