COSA TI ASPETTI?

Non è ancora partita la vera attività del governo che già si sente parlare di “correnti interne”. Il “movimento di Grillo” è ormai un partito a tutti gli effetti e lo dimostra, per l’ennesima volta, la sconfessione di Di Maio verso lo stesso Grillo che aveva fatto previsioni, definite “personali” dal ministro, in merito alla situazione dell’Ilva. Ed ecco che si parla di “fichiani” che rappresenterebbero l’ala sinistra dei cinquestelle e che non sarebbero d’accordo con le politiche di estrema destra annunciate dal ministro Salvini.

Mi si dice che bisogna attendere per giudicare l’operato di questo governo e si accusa di avere un pregiudizio tutti coloro i quali guardano a questo nuovo esecutivo con forte diffidenza. Al di la del fatto che è ovviamente possibile e logico commentare (e quindi anche criticare) un esecutivo in base agli uomini che lo compongono ed in base al programma proposto ma poi dico, vada per i cinquestelle (alla loro prima prova governativa), ma la Lega ed i suoi rappresentanti, li conosciamo da trent’anni, cosa dobbiamo aspettare per poter esprimere dei giudizi? Che facciano l’opposto di quello che dicono che annunciano e che fanno da 30 anni in tutta Italia? Antimeridionalismo, razzismo e posizioni da medioevo sui diritti civili, non è forse questa la Lega?

C’è poi la parte “grillina” del governo, rappresentata, oltre che da Di Maio, dal premier Conte, chiara espressione dei cinquestelle. La sensazione che mi da il nuovo presidente del consiglio è la stessa che mi dava, dopo averlo visto e sentito, il nostro candidato a sindaco di Caltanissetta nel 2014. Catapultato all’improvviso in un mondo sconosciuto, per affrontare problemi e situazioni impreviste fino a qualche giorno prima. Il nostro Giovanni Magrì, allora evidentemente non pronto a fare il sindaco ed oggi consigliere comunale, però sapeva chi fosse Piersanti Mattarella e conosceva le altre vittime della mafia in Sicilia. Conte no. Nel corso della replica alla Camera, infatti, il neopremier ha fatto una figurina di merda non da poco definendo “un congiunto” il fratello dell’attuale Presidente della Repubblica, ucciso da cosa nostra quando era alla presidenza della regione siciliana. Nello stesso video della figuraccia, si nota anche come il premier chieda il permesso a Di Maio per dire o non dire qualcosa; è proprio vero che si tratta del vicepresidente dei due vicepresidenti: grottesco.

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