CONFUSI E FELICI

Una vecchia canzone della bravissima Carmen Consoli si intitolava “Confusa e felice”, correva l’anno 1997 ed eravamo tutti molto più giovani. Tutti, anche quelle migliaia di anziani che, in questi giorni, muoiono come mosche negli ospedali, nelle case di riposo ed in casa propria: in completa solitudine. Questa è una delle cose che maggiormente mi impressiona dell’attuale situazione: pensare a delle persone, di qualsiasi età esse siano, che muoiono ogni giorno senza un solo caro vicino, pensare ai parenti di queste persone che devono stare a casa mentre i loro genitori, zii, fratelli o sorelle muoiono da soli. E’ per questo motivo che, qualche giorno fa, mi sono espresso contro i canti di festa dai balconi, anche perchè sappiamo tutti benissimo di non essere per nulla “fratelli” e cantare l’inno solo perchè ce la cachiamo nelle mutande, mi appare alquanto stucchevole.

A tal proposito ho scritto questo post su facebook che, a differenza di altri che provano un po’ a sdrammatizzare, era dannatamente serio. Almeno nella mia città stiamo assistendo ad un’operazione di sciacallaggio di molti supermercati, grandi e meno grandi, che, approfittando del panico della gente che continua ad accaparrarsi spesa in quantità industriale, hanno annullato ogni promozione ed, anzi, hanno alzato sensibilmente quasi tutti i prezzi. Questo si chiama sciacallaggio e le forze dell’ordine, che in questi giorni svolgono un gran lavoro per beccare chi esce da casa senza una ragione, dovrebbero attenzionare anche queste situazioni vergognose. Pensate ancora che siamo fratelli? Io dico di no.

Ma veniamo al vero confuso e felice di questi giorni. Leggendo fin qui forse avrete pensato che mi riferissi a me col titolo del post (e forse è anche un po’ vero), ma il “premio” va al nostro primo cittadino che, dopo settimane di rassicurazioni, mi appare nella confusione più totale. E’ notizia fresca quella del un nuovo contagiato di Covid-19 a Caltanissetta, che dovrebbe essere il terzo, il condizionale purtroppo è d’obbligo. Io non ho whatsApp, ma non è stato difficile neanche per me, ascoltare l’insensato messaggio del Sindaco che stamani, con toni allarmistici, comunicava dell’avvenuto contagio. Nell’assurda comunicazione, finita sui cellulari di tutti i nisseni (tranne il mio), il primo cittadino faceva il cognome del contagiato (!!!), comunicando che si trattava di un fruttivendolo della zona Santa Lucia; in realtà si tratta di un fruttivendolo di un comune vicino (!). Ascoltando il video “ufficiale” che ne è seguito vengono i brividi. Il primo responsabile sanitario della città, questo è un Sindaco, nel suo solito italiano discutibile (non me ne voglia), usando un tono quasi da offeso, sostiene che non ha smentito e non deve smentire nulla perchè il messaggio circolato su tutti i cellulari dei nisseni era un messaggio di una chat privata (!!!!), che non sarebbe dovuto uscire e che è uscito per colpa di un irresponsabile. Ma siamo seri o stiamo coglioneggiando? Il primo cittadino, nonchè primo responsabile sanitario della città ripeto, si lascia sfuggire un messaggio di questo tipo in una chat privata (ma privata de che?) e non ha la consapevolezza che tale messaggio possa uscire in pubblico provocando un casino? Ma stiamo giocando? E se si come? Almeno giochiamo tutti. Qua si parla della vita delle persone e della privacy di un contagiato, il cui nome non può, non deve uscire per nessuna ragione e nemmeno in una cazzo di chat privata. Ma Gambino ha chiaro il suo ruolo in una situazione così delicata? Secondo me i nisseni, terrorizzati e disorientati come sono, apprezzerebbero molto un gesto di vera onestà del Sindaco che dovrebbe semplicemente ammettere di non essere minimamente adeguato al ruolo, specie in una situazione del genere. Nessuno si arrabbierebbe ed anzi, credo che ci sarebbe un applauso unanime di fronte ad un gesto di tale lealtà. Anche le “alte sfere” dei “grllini” siciliani dovrebbero rifletterci.

Concludo smentendomi un po’, non bisogna mai prendersi troppo sul serio: nel post precedente avevo scritto che la mia idea sulla nascita e sull’espansione del Covid-19 poteva essere legata alle follie di un Trump qualsiasi, ma forse non è così. Considerando che l’aria nelle città è più pulita, le polveri sottili quasi scomparse e che si rivedono i delfini in mare, forse si tratta solo di una ribellione della natura contro l’uomo che dovrebbe esserne parte ma che, come ben sappiamo, in nome del profitto e dell’arricchimento, sta (o stava) distruggendo il pianeta non curandosi neanche di se stesso. Proviamo a chiedere scusa alla natura promettendole di non farlo più, magari ci ascolta e ci aiuta. Buona fortuna.

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