CAOS IN MOVIMENTO

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse05-03-2016 RomaPoliticaVirginia Raggi al Parco del TufelloNella foto Virginia Raggi, Roberta LombardiPhoto Fabio Cimaglia / LaPresse05-03-2016 Rome (Italy)Virginia Raggi at "Parco del Tufello"In the pic Virginia Raggi, Roberta Lombardi

Direi che, se Roma doveva essere il banco di prova per un futuro governo nazionale del M5S, si può tranquillamente constatare che stiamo assistendo ad un fallimento totale. Già da Giugno si era capito che l’avventura dei “grillini” a Roma non sarebbe stata semplice ma, a differenza di quanto sostengono i diretti interessati, le responsabilità non sono degli altri, ma solo ed esclusivamente loro. Ritardo nella nomina della squadra di governo, ritardo (e figuracce) per trovare l’assessore al Bilancio, mantenimento in giunta di assessori indagati, dimissioni di gruppo, complotti di frigoriferi ed ora le dimissioni della Muraro, la “visita” della Guardia di Finanza e l’arresto di Marra che, da mesi, la Raggi difendeva contro tutto e tutti. Credo che possa bastare: si accetti serenamente che l’esperienza romana è miseramente fallita. La sindaca Raggi si dimetta mestamente e Grillo ed i suoi decidano che cosa hanno intenzione di fare. Le lotte interne stanno dilaniando, com’era facilmente prevedibile, i partito di Grillo. In Sicilia è caos firme false ed è evidente che l’azione anonima è partita da dentro il M5S stesso; a Roma è caos di incompetenza e presunzione e la Lombardi (ma non solo lei) continua a bombardare la sindaca capitolina ed a far notare le paurose crepe della sua Amministrazione.

Anni fa cominciai, da dentro il M5S, a criticare i metodi di Grillo e Casaleggio: troppa improvvisazione ed epurazioni insensate. Le promesse (mai mantenute) erano “la democrazia dal basso” ed “un movimento senza leader e senza piramidi di potere” e così ci si giustificava del fatto che non esistevano regole, obblighi e certezze. Col passare degli anni il M5S è diventato l’ennesimo partito padronale e, come in tutti i partiti padronali, si creano i “capetti” regionali e locali che, inevitabilmente, finiscono per litigare tra loro. E’ ovvio che in assenza di regole, tutto vada facilmente a puttane. Se si pensa che uno come Pizzarotti è stato costretto e lasciare il M5S (di fatto senza motivo alcuno), mentre la Raggi continua a rappresentare il M5S dopo tutto quello che ha combinato, si può facilmente comprendere come (non) funzionano le cose.

Che dire? “La riva inizia ad essere affollata e nel fiume passa tanta bella gente“. (Cit.)

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