CAMBIA MENTO

Se quell’otto Settembre del 2007 avessi immaginato, solo per un istante, che col primo “VaffanculoDay” stavo contribuendo a dare l’avvio ad un partito che, undici anni dopo, sarebbe andato al governo insieme ad un razzista come Salvini, ad un probabile omofobo come Fontana ed all’avvocato di un mafioso (quale era Giulio Andreotti, ma solo fino al 1980!) come Giulia Bongiorno… mi sarei autodenunciato alla Procura della Repubblica.

Non è stato facile in queste settimane poter scrivere un post per riassumere quello che accadeva. Appena mettevo in ordine le idee, ecco che accadeva qualcosa che annullava tutto. Un tira e molla abbastanza inusuale ed anche un po’ grottesco. Prima l’auto proclamazione di Di Maio (primo partito) e Salvini (prima coalizione), poi la tentata alleanza dei “grillini” con la Lega ma senza Berlusconi (a cui Salvini non rinuncia) e, successivamente, l’approccio al Pd (che risponde picche); quindi Berlusconi che si fa da parte e “permette” a Salvini di allearsi coi “grillini”. Sconcertante l’evidente voglia di Di Maio di volersi mettere con un razzista, ma le cose vanno avanti e i due alleati si mettono a scrivere il programma di governo che, in pieno stile Berlusconi, chiamano “contratto”. Ci mettono più di un mese, nel corso del quale, però, trovano l’accordo su tutto (o quasi) tranne che sul nome del premier. Sia Salvini, sia Di Maio vogliono a tutti i costi guidare il governo, come due bambini con un solo giocattolo e quando sembra che tutto potrebbe saltare, ecco che arriva il nome che non ti aspetti, che nessuno si aspetta Giuseppe Conte (chi?).

Dopo anni di spalmare ignoranza, convincendo molti italiani che “il premier deve essere votato dal popolo” (ignorando la Costituzione), ecco che i due partiti più populisti di sempre, nominano un “premier non eletto dal popolo”, uno mai visto prima nemmeno nel proprio condominio che, tra l’altro, sembra ami gonfiare il proprio curriculum. Salvini e Di Maio preparano la lista dei ministri ma, evidentemente, nè loro e nemmeno Conte hanno letto bene la carta costituzionale che all’articolo 92 recita: “Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri“. Così il capo dello Stato, com’era già avvenuto in almeno altre quattro occasioni, da l’ok a tutti i nomi proposti, tranne che ad uno. Di Maio, ma soprattutto Salvini, dicono “no” alla richiesta di Mattarella e tutto crolla.

Succede il finimondo ed i grillini arrivano a chiedere l’impeachment del Presidente della Repubblica che, ovviamente, non può non nominare un nuovo capo del governo per formare un “esecutivo provvisorio”. A quel punto, quando Di Maio capisce che tornando alle urne ne avrebbe guadagnato solo Salvini, torna da Mattarella, chiede umilmente perdono per avergli aizzato contro il Paese e, dopo avere probabilmente supplicato anche Salvini, propone a Mattarella lo spostamento di Savona dal ministero dell’economia ad un altro. Mattarella accetta e può così nascere il nuovo governo.

Quello che è stato detto e scritto su Mattarella, da leader politici e da tifosi “grillini” e leghisti, ha portato ad un’indagine della procura di Palermo e rappresenterà per sempre un vergognoso esempio di politica fatta da ignoranti per ignoranti, qualcosa di veramente vergognoso.

Il programma di governo, in base a conti fatti da chi se ne intende, prevederebbe costi fino a 125 miliardi di euro e conterebbe su una copertura di 550 milioni di euro. Il cambiamento tanto decantato sarebbe quindi il baratro totale per il nostro Paese? I ministri? Oltre ai già citati, merita citazione di “cambiamento ” Enzo Moavero Milanesi, per essere stato già Ministro con i governi Monti e Letta, sì avete letto bene, Monti e Letta (!). Poi c’è Riccardo Fraccaro, l’uomo delle gaffe clamorose ed anche la donna che dimenticava i rimborsi: la Lezzi. Alle infrastrutture c’è il povero Toninelli che si troverà in mezzo a due punti di vista diametralmente opposti sulle opere pubbliche, quali hanno Lega e M5S.

Le premesse, purtroppo per noi, non sono delle migliori. Per coloro i quali, principalmente nisseni, non avessero colto il perchè della mia avversione all’alleanza del M5S con l’estrema destra della Lega, faccio sommessamente notare che, in questo momento, Giancarlo Cancelleri è alleato, stando al governo di Roma, dell’altro politico nostrano, oggi alla Lega, Alessandro Pagano. Per chi conosce la Sicilia, vive in Sicilia e conosce la storia politica dei due, questa sintesi dovrebbe dire tutto.

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