CAMBIA … MENTI

Mercoledì mattina si riunirà, per la prima volta dopo le elezioni, il Consiglio Comunale di Caltanissetta. Tante le novità e molti cambiamenti, nella speranza che le cose cambino e migliorino anche per la città.

I primi segnali del neo-sindaco sono positivi. L’annuncio, per esempio, della rotazione interna dei funzionari lo è, così come lo è l’annunciato addio al Segretario Generale Alessi che, come ho più volte raccontato, consideravo assolutamente inadeguato e molto (troppo) agganciato alle logiche di partito ed agli equilibri del Consiglio. Il Segretario Generale è il notaio del civico consesso e, quindi, deve essere preparato,  coraggioso ed indipendente nelle sue decisioni. L’uscente non aveva nessuna di queste caratteristiche. Ottima scelta di Ruvolo.

Cambiamenti meno positivi sono avvenuti, invece, un paio di settimane fa, nel nostro meetup, a Caltanissetta. Chi segue e legge questo blog da tempo sa bene come funzionava il mettup nisseno, ne più e ne meno di come sono organizzati il 90% dei meetup italiani.

Vi era un regolamento interno che prevedeva delle figure (rinnovate ogni sei mesi) che erano il garante, il segretario ed il portavoce. Inoltre vi era un’assemblea settimanale aperta a tutti dove si trattavano dei punti proposti, nel corso della settimana, dai partecipati e la prerogativa fondamentale che, secondo me, ci distingueva molto dai partiti nel modo di operare,  era il fatto che tutti potevano proporre e che, poi, l’assemblea degli attivisti era sovrana nel dettare le decisioni di natura politica e pratica. Non esistevano, quindi, “teste” che comandavano ed ogni atto, giusto o sbagliato che fosse, scaturiva sempre e comunque da una decisione assembleare presa a maggioranza.

Inoltre vi era una differenziazione tra “attivisti” e “simpatizzanti”, che veniva aggiornata con cadenza bimestrale e che consisteva, essenzialmente, nell’avere diritto di voto in assemblea. La distinzione avveniva in maniera molto naturale in base alla partecipazione attiva e, giusto per ricordarlo, negli ultimi sei mesi gli attivisti erano passati da 29 a 74.

Vi erano le “commissioni” suddivise per argomento e, tutto sommato, siamo riusciti, per anni, a tutelarci, in questo modo, da “infiltrazioni” che, comunque, ci sono state (ma non hanno mai inciso grazie alla sovranità assembleare). Ebbene, subito dopo i risultati elettorale delle scorse amministrative, anzichè procedere, come da logica, con un’analisi del voto e con una discussione per comprendere gli errori e per farne, quindi, tesoro, il nostro portavce regionale all’Ars Cancelleri ha portato in assemblea una proposta organizzativa che partiva dall’abolizione del regolamento e della distinzione da tra “attivisti” e “simpatizzanti” perchè, a suo dire e prendendo a modello il “sistema bolognese”, ora che sono stati eletti due portavoce all’interno del Consiglio Comunale non serve più votare (!!!), non serve piu’ la sovranità dell’assemblea (definita “dittatura della maggioranza”) ed è necessario “aprirsi alla città” (??).

In sostituzione del sistema assembleare viene proposto un sistema di sei tavoli tecnici (che poi sono le “commissioni” di prima), di due tavoli tecnici di collegamento con i portavoce di Palermo e Roma e dei due gruppi “Comunicazione” ed “Eventi” che c’erano anche prima. L’assemblea settimanale diventa mensile ma, a differenza di prima, non vengono più riconosciuti degli “attivisti” che possono indirizzare i portavoce nelle decisioni con una votazione, ma solo dei generici “cittadini” che prenderanno atto del lavoro esposto dai portavoce e potranno proporre dei temi (ma senza alcun vincolo di trattazione) ai due. Dei circa 35 (ex) attivisti presenti nel’ultima assemblea, pochi erano contrari alla proposta. Personalmente avevo proposto una soluzione alternativa che sposava la proposta del portavoce all’Ars ma manteneva la sovranità assembleare, le figure interne ed il regolamento in genere, senza che questa cozzasse con la proposta di riorganizzazione. Com’è spesso successo in questi anni, però, solo io e Valeria abbiamo votato la mia proposta nonostante diverse voci si fossero levate contro l’abolizione del regolamento ed ora, anche a Caltanissetta, sono solo due le persone che prendono le decisioni relative al moVimento nisseno.

Il lato divertente di questa situazione è che la neoeletta Valeria ha spiegato la sua contrarietà all’abolizione del regolamento interno quando avrebbe avuto tutto l’interesse, invece, di esserne favorevole in quanto, da portavoce eletta, lei, come Giovanni, potranno decidere tutto in autonomia e non potranno essere sfiduciati (se non con una votazione tra gli iscritti di Caltanissetta sul Blog di Grillo !!). Valeria, invece, era contraria ma, nonostante questo, si è votato per l’abolizione.

Cosa succede adesso ? che il menefreghismo ed il disinteresse aumenteranno, che i cittadini, anzichè avvicinarsi, si allontaneranno perchè comprenderanno che non hanno alcun potere decisionale e che, quindi, la tanto acclamata “partecipazione attiva” è stata mortificata e e messa alla berlina da una proposta, regolarmente approvata in assemblea, che dà pieno ed assoluto potere ai portavoce eletti.

No, non lascio il movimento, per diverse ragioni. Primo perchè penso che, a distanza di qualche mese, si tornerà indietro, non appena ci si renderà conto del grossolano errore commesso; secondo perchè voglio seguire il lavoro dei due portavoce che, essendo delle persone di buonsenso (ma solo per quello) si fanno consigliare ed avranno bisogno di grande sostegno, oltre ad essere il frutto del lavoro del meetup com’era prima, e terzo perchè farò parte del “Gruppo Comunicazione” a supporto dei portavoce, ovviamente sempre gratuitamente e da (ex) attivista. Osserverò l’evolversi della situazione, può anche darsi che io mi stia sbagliando ed, invece, questo nuovo modo di stare sul territorio porterà tantissime persone ad avvicinarsi al moVimento ed a partecipare in prima persona ai tavoli tecnici ed alle varie attività. Certamente in termini di “decisioni dal basso” questa nuova organizzazione pecca ed in maniera grave perchè se è vero com’è vero che serviva dare una svolta, è altrettanto vero che servivano dei tempi più logici ed alcuni passaggi preliminari (fondamentali) che non sono stati fatti.

Da sette anni vi racconto tutto, senza filtri e, statene certi, continuerò a farlo, nel bene e nel male ed anche al netto dei cambia…menti

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