BEN TORNADI

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Da alcuni giorni gira su facebook questo link. Si parla della riammissione di 23 attivisti napoletani del M5S che erano stati espulsi dal misterioso “staff di Grillo” e che, per il Tribunale di Napoli invece, devono essere riammessi. Sembra una notizia da poco ma, considerando tutto quello che in questi anni ha combinato il partito di Grillo nei confronti di coloro che hanno osato dissentire, potrebbe aprirsi un effetto domino che, in questo momento, pare preoccupi parecchio i vertici del M5S. La sentenza, che potete leggere interamente cliccando qui, mette dei punti fermi su un paio di questioni che, da anni, sostengo:

  • Il M5S è un partito e deve garantire il dissenso
  • Le espulsioni dello “staff” sono illeggittime.

Le sentenze civili, nel nostro Paese, creano un precedente, ovvero fanno giurisprudenza, da qui gli evidenti timori di Grillo & C. che temono ora anche una possibile richiesta di danni economici collegata alle illegittime espulsioni. Facendo le dovute considerazioni di natura squisitamente politica, ritengo che colui che fu il “referente” di Beppe Grillo in questa squallida vicenda, di fronte ad una sentenza di questo tipo, dovrebbe trarre le opportune conclusioni e dovrebbe, quindi, dimettersi visto che, da quel che sostengono i Giudici, sono stati compiuti atti illegittimi, sono state prese decisioni scorrette ed in tutto questo Roberto Fico è stato assolutamente in prima linea, sostenendo le ragioni dei “5stelle” nella propria città. Ovviamente non lo farà, la poltrona piace a tutti e le sentenze sono da rispettare e da far rispettare solo quando sono favorevoli ai “grillini”. Leggo infatti di decerebrati a 5stelle che, come i tifosi di una squadra di calcio, danno addosso ai Giudici che hanno emanato la sentenza definendoli “piddini”. Ovviamente se gli stessi Giudici avessero dato ragione a Grillo (oppure arrestato un “piddino”) sarebbero stati definiti degli eroi. Questo è il livello.

Non appena è uscita la sentenza, ovviamente, non sono mancati i link di altri espulsi che, taggandomi, mi chiedevano se e come potevamo agire noi “epurati” siculi. A tal proposito tengo a precisare che non penso neanche lontanamente ad un possibile rientro nel partito di Grillo, perchè le ragioni della mia espulsione sono una delle cose di cui vado maggiormente fiero, anche se ufficialmente non le ho mai conosciute (!!). Poi, a differenza degli amici di Napoli, io sono ancora iscritto al portale di Grillo e sono stato espulso non dallo “staff” ma da una parte del meetup nisseno su chiara (e provata) indicazione degli eletti nisseni. Ne consegue che non ho alcuna intenzione (e nemmeno la voglia) di fare alcun ricorso, anche perchè, ripeto, non mi riconosco più nel “movimento” che, nel lontano 2007, era nato sotto auspici completamente diversi rispetto all’epilogo da partito padronale a cui è giunto oggi.

Ricordate la tromba d’aria che nel Luglio del 2015 colpì la Riviera del Brenta in Veneto ? I  “grillini” del posto avevano annunciato: “Il governo ha abbandonato quelle persone ed anche i fondi raccolti dalla Regione ci risulta non siano mai arrivati a destinazione. Senza attendere leggi, regolamenti e decreti vari abbiamo quindi deciso di muoverci da soli, dando questi soldi a chi ne ha davvero bisogno”. Il partito di Grillo promise  oltre 52mila euro che strombazzò come dono dei “politici onesti”, ma quei soldi non sono mai arrivati alle famiglie dei colpiti dal tornado e pare si trovino nella disponibilità di un conto bancario privato di un dirigente “pentastellato”. La solita, indiscutibile ed invidiabile #onestaff.

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