AD MAIORA

E per la prima volta è successo: in oltre dieci anni di blog è trascorso un mese intero, Agosto, senza scrivere un solo articolo. Devo ammettere che molto è dovuto alla cosiddetta modalità “minni futtu” (“me ne frego” per i non nisseni), all’interno della quale mi ritrovo, serenamente, da qualche tempo. Vengo assorbito dagli affetti, dal lavoro e dall’ozio (raramente) e quindi mi rimane solo un po’ di tempo per scrivere qualcosa su facebook di tanto in tanto.

Quello che accade, tra l’altro, è ormai al limite del grottesco (e spesso va oltre): Di Maio esulta per l’accordo Ilva, nonostante si tratti di quello di Calenda (!); la minaccia di non pagare la quota italiana all’UE non esiste, abbiamo già pagato in anticipo (!!); la legge Lorenzin, dopo tante chiacchiere, rimane identica (!!!); Umberto Bossi, pluripregiudicato, fa parte del governo del cambia-mento (!!!!) e, per concludere, si è passati dal “fuori la mafia dallo Stato“, che una volta includeva incondizionata fiducia nei magistrati, agli attacchi alla magistratura degni del miglior periodo berlusconiano (!!!!!).

Sto intanto pensando di querelare il ministro Salvini che continua a parlare di 60 milioni di italiani che sono con lui e che, in caso di condanna definitiva della Lega per la sparizione di 49 milioni di euro, verrebbero condannati anche loro. Io, e tantissimi altri, non facciamo parte di quei 60 milioni e venirne inclusi è assolutamente un insulto. Spero si corregga presto, per il suo bene.

Più che pensare alle 50 persone che non sono rientrate al centro di accoglienza di Rocca di Papa, Salvini dovrebbe dirci dove sono finiti i soldi che i magistrati intendono sequestrare, mentre i “grillini” dovrebbero spiegarci un paio cosette: come mai, all’improvviso, un ministro indagato (per sequestro di persona!) non deve dimettersi? Come mai non c’è nessuna richiesta in merito a quello che, a detta dei magistrati, è un furto bello e buono? Che fine ha fatto l’honestà?

Per concludere volevo spiegare, a qualche scienziato in malafede e non, che le 50 persone che hanno abbandonato Rocca di Papa non sono fuggite da niente e da nessuno, per il semplice fatto che non erano recluse in quanto non avevano commesso alcun reato e non potevano, quindi, essere arrestate o trattenute. Il ministro dell’interno avrebbe potuto circondare il centro di accoglienza di militari e/o carabinieri per evitare che gli ospiti si allontanassero, prendendosene la responsabilità. Non lo ha fatto? Ed allora la prima “colpa” è sua ma lo capisco, non poteva rischiare. Essendo già indagato per sequestro di persona, la reiterazione del reato avrebbe potuto prevedere la custodia cautelare perchè in Italia, anche se hai il 100% dei consensi, le leggi ci sono e le devi rispettate. Ad maiora. 

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