OGNUNO HA I SUOI GUSTI

Come ho scritto nel post in cui annunciavo la mia adesione ad “Open Politiche Aperte”, in queste elezioni non è fondamentale il risultato finale ma quello che ritengo importante, e che mi ha spinto a schierarmi, è il messaggio che vogliamo far passare. Un messaggio che va in controtendenza rispetto ai vari “sovranismi”, un messaggio che ci aiuti a ritrovare l’umanità persa per strada e che aspiri a far diventare la nostra città una città “europea” nel vero senso della parola. Noi sogniamo una Caltanissetta che sia in grado di fare il salto di qualità tanto sospirato e tanto promesso dai vari sindaci che si sono succeduti nel tempo.

Sono una persona di sinistra, da sempre e, di conseguenza, non ho mai avuto pregiudizi nei confronti di nessuno. Il pregiudizio è una delle caratteristiche dell’uomo che spesso lo rovina, lo porta a pensare preventivamente male di qualcuno o qualcosa e, inevitabilmente, a sbagliare.

Scrivo tutto ciò perchè in questo primo scorcio di campagna elettorale ho riscontrato un pregiudizio che per me, persona mentalmente libera, è veramente un assurdo. L’80% (o forse anche il 90) delle persone a cui ho parlato della lista “Open” mi ha risposto più o meno alla stessa maniera: “Ti mittisti che parrinara?!”. Volendo tradurre per i non nisseni: “Ti sei messo con gli amici dei preti?”. E questo solo perchè il candidato sindaco Rocco Gumina è notoriamente un cattolico credente e praticante. Un’obiezione che non condivido, per due ragioni fondamentali: la prima è, appunto, l’assenza di pregiudizio da parte mia nei confronti di chiunque professi una religione: musulmana, cattolica, induista o buddista che sia, personalmente, da agnostico, mi interessa meno di zero. Sono per la libertà di religione o di non religione e, grazie al cielo (?), non ho mai giudicato anticipatamente qualcuno sulla base del suo credo. La seconda ragione è di carattere pratico: sono e rimango un agnostico molto critico nei confronti della chiesa e di tutto il suo apparato, ma nello specifico non stiamo parlando di elezioni politiche, dove i temi “etici” hanno importanza assoluta in quanto possono diventare leggi, ma di elezioni amministrative dove un gruppo di giovani (con qualche meno giovane) vuole proporre un progetto di città, un programma amministrativo che, come direbbe Di Pietro, non ci azzecca proprio niente col credo religioso di ognuno.

Se poi si preferiscono fascisti, populisti, democristiani riciclati o leghisti a dei giovani preparati, determinati e coraggiosi… beh, ognuno ha i suoi gusti.

P.S. IMPORTANTE: il presente post non fa riferimento a nessuno in particolare, l’ho scritto sulla base del riscontro generale avuto con decine di persone, nessuno si senta citato in prima persona. Migliu diri chi sacciu, ca’ chi sapiva.

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