PIO CESARE

Cesare Battisti non è uno stinco di santo, nessuno lo ha mai sostenuto, nemmeno questo blog che, da anni, si batte affinchè potesse essergli riconosciuto il diritto d’asilo in uno stato straniero, così come avviene per tantissimi altri ex terroristi (rossi e neri) che ancora oggi sono liberi in giro per il mondo. Nel caso di Battisti ci sono delle sentenze passate in giudicato e le sentenze vanno rispettate anche se non ci si trova d’accordo. Nello specifico, però, due dei quattro omicidi per cui è stato condannato Battisti sono avvenuti nello stesso giorno. alla stessa ora ma in due luoghi distanti da tra loro decine di chilometri. Trattasi di ubiquità?

Dopo trentasette anni, il “pericoloso terrorista” (un 64enne con parecchi acciacchi), andava in giro da solo e senza alcun travestimento e quindi più che una cattura, spacciata quasi come l’operazione del secolo, mi è sembrato che lo scrittore, ex terrorista ed ex evaso, si sia quasi consegnato.

Ovviamente questo becero governo farcito di fascisti non ha perso tempo ed ha trasformato una normale operazione di polizia internazionale (di cui non c’è molto da vantarsi), in un inspiegabile successo dell’esecutivo: pare quasi che la cattura di Battisti fosse nel “contratto”. Vergognosi.

Il governo, in evidente difficoltà su più fronti, ha quindi utilizzato l’accaduto creando una sorta di “Battisti-day”, di cui anche in diretto interessato è apparso sorpreso. Lo show messo su dal governo si è tramutato quasi in una sorta di legittimazione per Battisti. Non ricordo infatti a memoria d’uomo, ed anche persone più anziane di me lo hanno confermato, uno spettacolo simile in occasione della cattura di chiunque altro: dai capimafia, ai super latitanti fino ai terroristi, mai! Lo spettacolo è stato riprovevole tant’è che anche alcuni giornali marcatamente di destra l’hanno giustamente criticato.

L’articolo 27 della Costituzione italiana recita testualmente: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato“. Un ministro della repubblica in carica non dovrebbe poter utilizzare, quindi, un linguaggio volgare nei confronti di nessuno, nemmeno di un detenuto condannato a quattro ergastoli. Mattarella, nel pieno rispetto delle proprie prerogative, dovrebbe richiamare in tal senso il ministro che, così come con Di Maio che annuncia di sostenere dei manifestanti francesi (!!), rischia di gettare ulteriore ilarità sul nostro Paese.

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