UNA VERA MERDA

erich-priebkeE’ da tre giorni che si parla di lui, dell’Argentina che lo rifiuta, della chiesa che non lo perdona e di Roma che ha annunciato, per bocca del suo Sindaco, che non concederà la sua sepoltura nella capitale. Sto parlando, ovviamente di Erich Priebke, ex ufficiale tedesco condannato per l’eccidio delle fosse ardeatine avvenuto il 24 Marzo del 1944.

Ritengo che sia giusto ricordare e condannare tutto quello che quest’uomo ha fatto e detto nel corso della sua vita, così com’è giusto ricordare che Priebke non si è mai pentito di nulla ed ha continuato ad esaltare le sue idee negazioniste sull’Olocausto e sui campi di concentramento tedeschi. Come diremmo tutti, o quasi, in un’unica definizione: una vera merda.

Ritengo, però, con la consapevolezza del rischio di beccarmi una lunga serie di insulti, che una persona morta è una persona morta e basta. Sarebbe stato più logico farla pagare “meglio” a Priebke mentre era in vita, ma ora mi sembra tardi oltre che inutile.

L’ex ufficiale tedesco ha fatto pochissimo carcere per gli orrendi crimini di cui si è macchiato e, se è vissuto fino a 100 anni, mi pare evidente che la giustizia umana non sia riuscita ad agire sul condannato in maniera proporzionale ai suoi delitti. Sono assolutamente d’accordo sul fatto che non si debba nemmeno parlare di funerali solenni o roba simile, penso, però, che la sepoltura di un cadavere (sia esso di Priebke, di Pacciani o di Mussolini) debba avvenire e basta. Su una tomba, poi,  si può pregare o imprecare ma non credo si possa prescindere dal rispetto per un corpo senza vita.

Quando si parla, per esempio, dello scempio di Piazzale Loreto, si sentono innumerevoli voci che condannano senza mezzi termini il violento’accanimento che venne perpetrato sui cadaveri di Benito Mussolini e della sua compagna, ma si tiene in poca considerazione il fatto che si veniva fuori da una guerra terribile e da decenni in cui il fascismo aveva ucciso, torturato, umiliato e portato a termine ogni genere di abominio; direi che, tenendo conto di tutto ciò, si può, in parte, giustificare la reazione di chi era presente quel giorno in quella piazza mentre, oggi, a freddo è unanime, ma non giustificabile, la volontà di infierire sul cadavere di Priebke.

Mi fossi trovato a Piazzale Loreto, quel giorno del 1945, non avrei partecipato allo scempio di quei cadaveri; avrei, probabilmente, esultato a modo mio per l’avvenuta liberazione e, se ce ne fossero state le condizioni, avrei cercato di dissuadere chi aveva intenzione di fare quello che poi è stato fatto. Oggi, 67 anni dopo, la penso alla stessa maniera: non ha senso e non serve a niente questa unanime dimostrazione di odio e disprezzo nei confronti di un cadavere ma, mentre alla fine della guerra si può essere “poco lucidi”, oggi si ha la stessa reazione che si ebbe verso il cadavere di Mussolini o forse anche peggio, visto che i morti non provano dolore fisico, mentre il disprezzo mediatico per la salma di Priebke viene espresso da tutti a freddo.

Ho come la sensazione che, vendicandoci un pò tutti su una vera merda come Priebke, finiamo per comportarci quasi come lui che non aveva alcun rispetto ne per i vivi e nemmeno per i morti.

 

 

 

 

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1 Commento

  1. I condannati a morte nel processo di Norimberga (Preciso processo con una corte internazionale) vennero tutti impicati (Goering si suicido la notte prima ma fu impicato lo stesso da morto) e vennere cremati nei forni di Dachau e le loro ceneri gettate nel rio Conwentz.

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