L’ETICA E L’ESTETICA

Tecnicamente le partite iva che protestano in tutta Italia hanno ragione: un altro mese di chiusura (anche parziale) potrebbe portarli a gravi problemi per le loro attività, ma è un qualcosa che è stato deciso per uscire gradualmente dalla prima fase ed entrare nella seconda. Purtroppo bar, ristoranti, parrucchieri ed estetisti non sono attività comparabili a librerie, tabacchi e negozi di abbigliamento per bambini. Sono ambienti dove si sosta e si crea assembramento. E’ molto difficile evitare il “contatto” e quindi, dando per buone tutte le comunicazioni ufficiali di governo e Protezione Civile sul tema Covid-19, era ovvio che queste riaprissero, a pieno regime, dopo rispetto alle altre. E’ certamente vero che la riapertura con la formula “da asporto” sa di presa in giro: perchè mai si dovrebbe ordinare un caffè, una birra o del vino al bar per poi berselo a casa? Secondo me sono più arrabbiati per questa presa in giro che per la loro mancata apertura a Maggio.

Poi mi chiedo: ma queste attività erano già fortemente in bilico se non riescono a reggere ad un mese e mezzo di stop! Qualcosa non torna specie se consideriamo che, soprattutto al sud, la maggior parte dei vari bar, ristoranti e negozietti vari tiene i dipendenti in nero o con finti contratti part-time che, lo sappiamo bene tutti, poi sono più che full-time. Eppure sento “imprenditori” che si preoccupano dei dipendenti?! Dai! Non siete credibili e non lo siete neanche quando vi lamentante che vi danno solo 600 o 800 euro, sostenendo che non bastano. Molti di questi “imprenditori” sono gli stessi che, prima di questa crisi pandemica, facevano il bello ed il cattivo tempo evadendo il più possibile le tasse e sottopagando i propri dipendenti. Ho una certa e quindi ricordo i famosi “Pop” degli anni ’90: 800.000 lire al mese che lo Stato offriva per far si che le aziende assumessero i loro (tanti) dipendenti in nero. Le 800.000 lire erano per una prestazione part-time ma il 99 % degli imprenditori la pretendeva full-time (sempre senza uscire un soldo) ed in alcuni casi, addirittura, chiedeva una parte delle 800.000 ai poveri dipendenti per essere assunti. Roba da estorsione mafiosa.

Non è mai giusto fare di tutta l’erba un fascio, anche perchè non amo i fasci, ma se vogliamo essere onesti fino in fondo, sappiamo benissimo che il comportamento “etico” che oggi chiedono i piccoli imprenditori, loro non lo hanno mai garantito. Lavoro da sempre come dipendente e, forse, sono di parte, ma non racconto certamente puttanate anche perchè tutte le furbate delle partite iva le conosciamo e le conoscete tutti e, sinceramente, vederli piagnucolare non mi fa alcun effetto.

Io penso e spero che queste attività, al momento penalizzate ancora dal Covid-19, reggeranno e riapriranno a pieno regime dal primo Giugno, ma mi auguro che questa esperienza serva per cambiare il loro approccio al lavoro ed alla vita in generale; serva per fargli capire che le persone che lavorano per loro vanno trattate degnamente e pagate secondo quanto previsto dalla Legge; serva a fargli capire che il lavoratore è un patrimonio e non un costo per l’azienda, e magari serva anche a fargli comprendere come si vive con 600 euro al mese. I comportamenti etici bisogna metterli in pratica e non vanno solamente chiesti al bisogno. Buona fortuna!

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