COI GUANTI BIANCHI

E’ da un po’ di giorni che “covo” un post ma i fatti, sempre nuovi e sempre più cupi e tristi, mi hanno portato a rinviare e mi hanno tolto, spesso, la voglia di scrivere.

Voglio iniziare da quello che è successo l’altro giorno a Parigi. Comprendo, da un lato, l’emergenza-terrorismo ma non giustifico, dall’altro, il fatto che venga vietato di manifestare contro le (insufficienti) misure della conferenza sul clima. La Francia, patria della libertà per antonomasia, dichiara che “tutto proseguirà come prima” e ribadisce, per voce di Hollande ma non solo, che “il terrorismo non modificherà le abitudini dei francesi” poi, però, ecco che non è possibile manifestare (!!!). Così il terrorismo ha vinto miei cari amici polemici, altro che “non modificare le nostre abitudini”  e, siccome le ricostruzioni alternative dei fatti del 13 Novembre cominciano a venir fuori, qualche dubbio inizia a sorgere anche a me. Se a tutto questo aggiungiamo che si è creato un “circolo vizioso” dove la Turchia, con la scusa della “guerra al terrorismo”, continua ad uccidere rappresentanti curdi e abbatte aerei senza che nessuno le dica niente, con Putin che rischia di passare per “buono” e con Hollande che non riesce a mettere insieme i cocci, la situazione diventa, nella sua drammaticità, quasi grottesca. Il più deludente, però, è Obama: mi da la sensazione che non veda l’ora di finire il mandato presidenziale. Infine c’è (o ci sarebbe) l’Onu che, di fatto, non esiste e non è ancora esplosa una guerra mondiale per una sola e semplice ragione: economicamente non conviene a nessuno e se a parole sembrano dichiararsela ogni giorno, nei fatti usano i “guanti bianchi“.

A Caltanissetta non si parla d’altro ed avendo letto i commenti di due leader politici nazionali sul presunto stupro di cinque nigeriani nei confronti di una ventenne, voglio dire anche la mia. Quando ho letto l’articolo ho subito avuto dei dubbi sulla ricostruzione che, almeno leggendo quanto riportano i media locali, lascia non poche perplessità. Andiamo con ordine: vengono arrestati cinque cittadini di nazionalità nigeriana, tutti con regolare permesso di soggiorno e residenti a Caltanissetta, con l’accusa di aver sequestrato e violentato, per cinque giorni e cinque notti, una ragazza del posto. Secondo il racconto della giovane i cinque l’avrebbero anche costretta a prostituirsi con altri nigeriani. La ragazza ha raccontato ai carabinieri di essersi recata ad una festa a Caltanissetta, di aver bevuto molto, perso i sensi e di essersi risvegliata nuda nella casa dei cinque presunti stupratori. Primo interrogativo: ma i presenti alla festa, tra cui c’erano certamente degli amici della ragazza, non l’hanno vista svenire ? Gli interrogati si sono limitati a dire che “la giovane si sarebbe poi sentita male, perdendo i sensi ” e si legge in quest’altro articolo che “alcuni l’hanno poi cercata al telefono, così come i genitori, in particolare la madre, ripetutamente, fino ad arrivare a chiedere aiuto ai Carabinieri“. Presumo che gli organi inquirenti stiano approfondendo questo importante aspetto della vicenda.

Si legge che la ragazza è scappata ed è andata dai carabinieri che hanno poi arrestato i cinque trovandoli a casa. Non pensate sia strano che cinque stupratori si accorgano che la loro vittima è fuggita e se ne stiano lì ad aspettare l’ovvio arrivo dei carabinieri ? Il tutto tenendo con se gli effetti personali della ragazza oltre a della droga in casa. Che ci fanno sul “luogo del delitto” con tutte le prove a disposizione dei carabinieri ? Leggo di altri sospettati e, com’è giusto che sia, leggo e riporto anche la versione dei cinque accusati che, a loro difesa, hanno dichiarato: “che è stata la ventenne a bussare alla porta della loro abitazione e di aver trascorso lì alcuni giorni chattando tranquillamente con il telefonino”. Il tutto verrà adeguatamente riscontrato ma, intanto, i cinque restano in carcere e sappiamo bene che nelle nostre carceri chi è accusato del reato di stupro non viene trattato “coi guanti bianchi”. Non faccio altre considerazioni perchè credo di essermi già dilungato troppo ma vi saluto invitandovi a leggere il comunicato dell’Arci di Caltanissetta che mi sento di condividere in toto.

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